venerdì 10 agosto 2007

GESU' DI CAPOCOTTA, intervista a Christian Carmosino

Premettendo di non essere ancora riuscito a vedere il film di cui sto parlando, ho avuto modo pero' di conoscere direttamente il regista Christian Carmosino, ad una passata edizione del Festival del Cinema di Pesaro.

Trovo sul sito Cgsweb un'intervista proprio sul suo lavoro di falso documentarista e la riporto immediatamente.

A coloro che conoscono la spiaggia di Capocotta sul litorale romano la notizia che Gesù si aggira tra i bagnanti non apparirà strana. Coloro che invece non conoscono questo luogo potrebbero forse pensare che il documentario di Christian Carmosino sia blasfemo. Niente di più falso! "Gesù di Capocotta" indaga spiritosamente la spiritualità di un popolo spogliato degli abiti e pronto a parlare del figlio di Dio e dell'uomo.

Cosa racconta "Gesù di Capocotta" ?
Il film racconta, attraverso le reali testimonianze degli avventori della spiaggia, l’apparizione di Gesù a Capocotta. E’ un documentario umano, un po’ surreale e divertente, sulle credenze della gente. E’ un inno alla fantasia, al bizzarro che si fa reale, è un’indagine moderna sulla spiritualità, in un luogo che verrebbe da dire abbandonato da Dio, e forse per questo abitato da un’incredibile umanità e diversità. I tecnici forse definirebbero questo lavoro un "mockumentary". Infatti il film utilizza il linguaggio del documentario per narrare qualcosa che esiste più nella nostra voglia di credere che non nella realtà.

Perché proprio Capocotta?
Capocotta è un po’ un non-luogo. Si trova sul litorale romano, proprio davanti alla tenuta del Presidente della Repubblica. E’ tuttavia "solo" un pezzo di spiaggia, tradizionalmente legato alla cultura libertaria dei naturisti. In questo senso Gesù è legato a Capocotta come noi lo siamo alle vecchie leggende e miti pagani. Il luogo esiste più in questo suo potere evocativo che nella realtà. Per la cronaca, in questi ultimi anni, Capocotta è diventata meta di pellegrinaggio di molti "tessili" che vorrebbero sentirsi liberi o forse vanno in cerca di storie da raccontare agli amici. E’ un po’ quello che è successo a noi, un gruppo di amanti del cinema che volevano raccontare una storia, senza però tradire (o tentando di non farlo) lo spirito del luogo.


Come è stato realizzato questo lavoro e che tipo di distribuzione sta avendo?
Il film per vari motivi, non ultimo quello economico, è stato realizzato indigitale (MiniDV) ad un costo bassissimo. E’ cioè una "autoproduzione" o forse meglio un "film collettivo". Non ho vergogna di dire la cifra che ho speso: 500 euro. Nonostante questo, anzi, proprio per questo (!) non è stato facile realizzarlo. Una settimana di riprese, tra agosto ed ottobre, quasi clandestine; inizialmente in due (con Gian Lorenzo Masedu) e poi sempre più numerosi, con l’aiuto di molti amici (che oltre a lavorare gratis hanno anche fornito i mezzi tecnici) e con i colleghi e allievi della Scuola Nazionale di Cinema, dove ho lavorato per più di un anno. Dopodichè la lunga odissea per trovare un montatore che avesse il coraggio di mettere mano alle quasi 10 ore di girato. L’audace si chiama Luca Manes, con il quale ho lavorato molto bene. Paradossalmente la dote economica più grande del film è quella della distribuzione, a cura di Artifictio, una collaborazione nata lo scorso anno quando in occasione del Pescara Corto Script ottenni la menzione speciale con una sceneggiatura dal titolo "Il barbiere". Con questo premio, consistente di 1000 euro, oltre alla distribuzione, Artifictio ha provveduto a sottotitolare il film in inglese. Forse proprio grazie a quest’opera di "internazionalizzazione" dell’opera, il film (notizia giuntami da poche ore) è stato selezionato al Santa Barbara Film Festival negli Stati Uniti.

Come è nato il passaggio da critico, organizzatore di festival a regista?
Il passaggio in realtà non è mai nato. Ovvero continuo ad essere (nel tempo libero) sceneggiatore, critico free lance e organizzatore di festival, infatti, dopo 5 anni d collaborazione con il Festival del Cortometraggio di Siena, ora mi trovo a Barcellona a curare la retrospettiva italiana del Festival inCurt. Continuo a fare tutte queste attività spinto prioritariamente dalla passione. La regia è per ora più un gioco, che, però, come tutti i giochi, tento di fare molto seriamente. Con il lavoro invece cerco di essere leggero, di non prendermi troppo sul serio, che è anche l’unico modo per continuare a fantasticare e pensare a nuovi progetti.

Stai lavorando a qualche altro progetto?
Ne ho molti! Tra i tanti, un soggetto per un film scritto da un amico appena tornato dalla Colombia, che vorrei girare proprio qui in Spagna, e un corto, "Il barbiere" sopra menzionato, che avrei voluto girare lo scorso settembre, ma che ancora cerca un produttore. Piccola parentesi: ma esistono i produttori in Italia? Io ancora non ne ho visto mezzo! Questa confusione nel mondo del corto, anzi questa assenza, mette i registi in condizioni ridicole. Si spende più tempo a cercare i soldi e i mezzi che non nell’ideazione e creazione di un’opera. "Gesù di Capocotta" nasce per scommessa, per dimostrare a se stessi che si può realizzare un film (a basso costo) anche senza una vera produzione. Questo si può definire il caso di un autore testardo ed egocentrico (come io sono). Ma quanti sono quelli che rinunciano prima di aver iniziato? In Italia purtroppo fanno film solo i "figli di papà", se non cambia il sistema non credo che i pochi casi di film di successo possano prefigurare la nascita di un nuovo cinema e di nuovi autori.

Altre notizie sul sito Carmosino.com

2 commenti:

christian ha detto...

ciao Carlo,

scopro per caso questa pubblicazione di una mia vecchia intervista, ne approfitto per segnalarti che sul mio myspace è possibile vedere integralmente il film...

http://myspacetv.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=17812353

certo è un po' piccolo e compresso, ma si può apprezzare.

se qualcuno fosse interessato direttamente al dvd mi contatti pure a christian@carmosino.com

ciao, christian

Fabrizio Bartolomucci ha detto...

Se volete discorrere ed avere notizie sulla spiaggia di Capocotta potete iscrivervi al gruppo di riferimento dove è anche inserito un link a questo articolo:

http://it.groups.yahoo.com/group/capocotta/

Saluti, Fabrizio