venerdì 14 novembre 2014

MOCKUMENTARY - Se ne parla a Bookcity 2014


Si parla di Mockumentary sabato 15 novembre ore 15.00, nell'Aula 109 dell'Università Statale di Milano. 

L'occasione è offerta dal grande evento di Bookcity 2014. Cura l'incontro Cristina Formenti, autrice del libro Il mockumentary: la fiction si maschera da documentario (ed. Mimesis, 2014). In compagnia dell’autrice, ci saranno Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, registi del film Il mundial dimenticato", cui è dedicato l’ultimo capitolo del volume. Più precisamente, verrà proposto un percorso audiovisivo alla scoperta dei molti volti che può assumere quella sfuggente forma cinematografica nota come mockumentary. Attraverso la proiezione di brevi montaggi che raccolgono frammenti di celebri pellicole, originali filmati dell'artista contemporanea Marta Dell'Angelo e la testimonianza di Garzella e Macelloni si metterà in luce come e perché un cineasta scelga di travestire da documentario una vicenda di fantasia.


Da quando nel 1965, con "The War Game", il britannico Peter Watkins ha realizzato il primo vero e proprio mockumentary della storia del cinema, nella creazione di questi ibridi si sono cimentati sia registi emergenti sia importanti autori, come Peter Jackson, Woody Allen e Peter Greenway. E, in risposta ad un crescente bisogno del pubblico di fruire prodotti audiovisivi apparentemente reali, a partire dalla fine degli anni Novanta, il finto documentario è andato dilagando sia sul grande sia sul piccolo schermo, per approdare in tempi più recenti anche sul web. Nel suo libro, che costituisce il primo studio italiano sull’argomento, Cristina Formenti indaga questa variegata e sterminata produzione audiovisiva, fornendone prima una panoramica complessiva per poi focalizzarsi sull’analisi di alcuni mockumentary filmici rappresentativi dei molti volti di questa forma audiovisiva. 

Il volume, che colma un vuoto nel nostro panorama editoriale, conduce quindi il lettore alla scoperta di questi ibridi dal carattere multiforme e sfuggente che si mascherano da documentari per raccontare vicende di finzione, irridendo la tendenza dello spettatore a credere a tutto ciò che gli viene presentato come vero. In particolare, l’autrice delinea anatomia, storia e funzionamento di questi seducenti prodotti audiovisivi per mettere in luce come, più che un genere, il mockumentary sia uno stile narrativo trasversale a generi, media e poetiche autoriali.

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