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venerdì 3 dicembre 2010

THIS IS SPINAL TAP, IMDB aumenta la scala dei voti a 11


IMDB recently changed their layout, which I find incredibly confusing. Luckily the website allows users to go into their settings and change the layout back to the old version.

But if you're using the new look and happened to visit the This Is Spinal Tap page, you may have noticed that the rating system is now out of eleven and not the usual ten. In reality, users can only give the film a maximum of ten stars, so why show the film's rating out of eleven?

"Well, it's one louder, isn't it? It's not ten. You see, most blokes, you know, will be playing at ten. You're on ten here, all the way up, all the way up, all the way up, you're on ten on your guitar. Where can you go from there? Where?"


lunedì 22 novembre 2010

Oscar 2011: i 15 film in corsa per Miglior Documentario

The Cove

Quale sarà il film che seguirà le tracce dello splendido documentario The Cove? Sicuramente fa parte della quindicina indicate dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, tra i quali dovranno venire scelte le 5 nominations che arriveranno fino alla serata degli Oscar quando sarà annunciato il premio nella categoria Documentary Feature.

La cinquina finale sarà selezionata dai membri del Documentary Branch Screening Committee sceglieranno la cinquina finale. Come spesso accade praticamente nessuno dei titoli selezionati è arrivato in Italia e solo alcuni di questi sono già noti, come nel caso di Restrepo o Waiting for superman. I nostro occhi sono puntati su Exit through the Gift Shop di Banksy.

Ecco la lista dei 15 film:
Client 9: The Rise and Fall of Eliot Spitzer di Alex Gibney
Enemies of the People di Rob Lemkin e Thet Sambath
Exit through the Gift Shop di Banksy
Gasland di Josh Fox
Genius Within: The Inner Life of Glenn Gould di Michele Hozer e Peter Raymont
Inside Job di Charles Ferguson
The Lottery di Madeleine Sackler
Precious Life di Shlomi Eldar
Quest for Honor di Mary Ann Smothers Bruni
Restrepo di Tim Hetherington e Sebastian Junger
This Way of Life di Thomas Burstyn
The Tillman Story di Amir Bar-Lev
Waiting for Superman di Davis Guggenheim
Waste Land di Lucy Walker
William Kunstler: Disturbing the Universe di Emily Kunstler e Sarah Kunstler.


Da | Cineblog

venerdì 22 maggio 2009

MOCKUMENTAMI. Il Documentario non è mai stato così creativo.

Leggo con piacere e riporto la notizia di un concorso per videomaker sul tema dei Mockumentary.

L’Associazione Culturale FREIM, con il contributo del Quartiere Saragozza, indice e organizza la Prima Edizione di MOCKUMENTAMI, gara di Mockumentari (Documentari di finzione) in 60 ore rivolta a tutti i filmmakers italiani e stranieri esperti e non, alle Associazioni e alle Società di produzione audiovideo, ma anche ai singoli cittadini.

La manifestazione ha lo scopo di individuare e valorizzare i registi e i filmmakers di talento e di incrementare, promuovendo, la produzione cine/documentaria a Bologna. La gara suddetta si terrà nella città di Bologna dalle ore 11:00 di mercoledi 3 giugno 2009 fino alle ore 23:00 di venerdi 5 giugno 2009.

L’iscrizione avverrà dal 27 al 29 maggio 2009 nella sede del Quartiere Saragozza, in Via Pietralata 12, dalle ore 9:00 alle 12:00, e dal 25 Maggio al 2 Giugno dalle 19:00 alle 22:00 al Sesto Senso in Via Petroni , 9.
Durante la giornata di presentazione, che si terrà presso il Quartiere Saragozza il 3 Giugno alle ore 9:00, ad ogni troupe iscritta alla gara verrà assegnato un genere del Mockumentario e l’elemento che dovrà essere obbligatoriamente inserito all’interno delle opere realizzate.

I Mockumentari dovranno essere di durata dai 3 ai 7 minuti, e andranno consegnati il 5 Giugno entro le ore 23:00 presso la sede del Quartiere. Per qualsiasi altra indicazione, contattare www.myspace.com/mockumentami .

martedì 2 dicembre 2008

JCVD - Un falso documentario su Jean Claude Van Damme?



Scopro da una notizia Adnkronos alcune succose novità sul prossimo film di quel ballerino delle arti marziali che è Jean Claude Van Damme:

Jean Claude Van Damme come non l'avete mai visto. L'eroe del cinema di 'serie Z' - quello tutto muscoli, karate e insana violenza - è l'uomo fragile di una vita incasinata: 6 matrimoni, 3 processi, due condanne e una dipendenza più forte di quella dalle arti marziali, la cocaina. A questa cospicua dose di sfortuna, il regista parigino Mabrouk El Mechri - nell'incredibile mockumentary presentato ieri al Festival di Romanella sezione Altro Cinema - aggiunge anche un sequestro all'interno di un ufficio postale, dove l'attore viene preso in ostaggio da tre banditi sciroccati, mentre la polizia belga è convinta che il colpevole sia proprio lui.

Spiazzante come pochi, "JCVD" (il titolo è l'acronimo del nome d'arte dell'attore) è uno di quei film destinati a dividere la critica. Geniale nelle intenzioni, azzardato nella costruzione, complesso nei suoi risvolti, intrinsecamente sospetto. Talmente diretto e sincero da sembrare fasullo. Ma il punto di forza dell'operazione è proprio questo: decuplicare i livelli in cui finzione e reale si confondono, fino a non distinguersi più. L'uomo è il personaggio, la sua vita il film, e viceversa.

Nel lavoro di Mabrouk El Mechri, che mescola abilmente cultura bassa ed alta, Van Damme non si nasconde: si espone in tutte le sue debolezze e si riabilita perché, con incredibile ironia (verso di sé e verso il suo mondo), riesce finalmente ad essere un attore proprio quando si limita a fare se stesso. Ma il dubbio rimane: capolavoro o operazione 'furba'?

Il trailer pare molto curioso, ma il dubbio è che il film non sia realmente sviluppato come un falso documentario. Potrebbe ricordare il film di Alan Smithee: Burn Hollywood Burn, di cui non abbiamo ancora scritto, lacuna che presto sarà colmata!

venerdì 25 luglio 2008

LIBRI - Jusep Torres Campalans di Max Aub

Lo scrittore spagnolo Max Aub pubblico la biografia di un pittore mai esistito, Jusep Torres Campalans, che però più che un ritratto immaginario di un artista e di un'epoca è stata letta come una beffa. Uno scherzo ben riuscito, vi che in molti si sono ricordati di aver conosciuto questo pittore.

Ecco una recensione trovata IBS:
La pubblicazione quasi contemporanea del libro di Max Aub su Bunuel e di questa certo più chiassosa e bizzarra monografia su un pittore del tutto inventato dalla fantasia di Max Aub, rischia - me ne rendo conto - di oscurare un po' o almeno di lasciare in ombra il primo e di attrarre tutta la curiosità dei lettori sulla seconda. È successo con i giornali quotidiani che su quel " falso letterario " si sono ora gettati con piccolo ma vistoso fragore. Invece, a mio modesto avviso, penso che se forse (o senza forse) le conversazioni con Bunuel sono tra le due l'opera più importante, i due libri si scambino in ogni caso illuminazioni e "sapori" l'un l'altro. Inoltre, questo "Jusep Torres Campalans", opportunamente ristampato da Sellerio, era già uscito in Italia nel 1963 presso le edizioni Mondadori nei "Quaderni della Medusa", collana diretta da Elio Vittorini, e non aveva però suscitato quell'interesse che la sua eccezionalità in molti sensi meritava.

E se ora tale interesse l'ha suscitato, si deve soprattutto all'atmosfera più ricettiva tanto nel campo degli ingegnosi falsi in arte quanto della "bella " menzogna in letteratura, su cui Ripellino, Manganelli e Lavagetto hanno tra noi discettato in questi anni. I due libri, dicevo, si completano. Non solo perché, sono entrambi, in fondo, due libri sull'avanguardia dei primi tre lustri del secolo, ma anche perché, l'infinità di dati che Aub esibisce nel "Campalans" appartengono anche al libro su Bunuel e in parte lo completano. Ma poi, se ho detto che Bunuel e Aub si assomigliano (anarchici, surrealisti, autori dell'assurdo, con gusto della contraffazione e del gioco, ecc.), questo è vero anche per Bunuel e Campalans, e quasi per le stesse ragioni, compresa una certa voglia sottile del paradosso e della dissacrazione. E se Bunuel, nell'opera che lo riguarda, conversando con Aub, si riferisce al libro "Delitti esemplari" del suo amico (anch'esso pubblicato da Sellerio, ma prima ospitato in parte nella rivista "Il Caffè" di Vicari, tanto amata da Calvino e da Sciascia), questo significa che anche Bunuel avrebbe potuto scrivere qualcosa del genere; e così Campalans. In quel libro, infatti, sono elencati o raccontati in breve, quasi come notizie di cronaca, un buon numero di omicidi ingegnosi con la relativa motivazione; per esempio: "Lo uccisi in sogno, poi non potei far altro che sopprimerlo sul serio. Inevitabilmente".

Ma come è fatto poi il "Jusep Torres Campalans" di cui sto parlando? L'ho già definito la monografia di un pittore immaginario, coetaneo di Picasso. Così, per rendere più vera la sua monografia inventata, Aub la fornì di ogni ingrediente necessario: una biografia del pittore, un opportuno inquadramento storico, due interviste in un paesino sperduto del Messico, dove Campalans si era rifugiato rinunciando alla pittura e a Parigi, e il catalogo completo delle sue opere (che non appare n‚ nella prima edizione mondadoriana, n‚ in questa di Sellerio). Ma l'invenzione fu preparata da Aub attraverso una vera mostra di dipinti, a Città del Messico e a New York, e solo fu dichiarata tale, cioè cosa inventata, comprese le riproduzioni di quadri, quando l'editore francese Gallimard volle saperne di più su quel pittore, del quale lo scrittore spagnolo aveva fornito tante notizie ghiotte.

La presentazione editoriale (Sellerio) avverte che un chiaro sintomo di tutta questa sagace invenzione si può scoprire in uno dei distici che, tra uno di Gracian e uno di Ortega y Gasset, apre il libro: "Come può esistere verità senza menzogna?", attribuita ad un imprecisato autore del Settecento spagnolo. Eppure Aub si sarebbe potuto ispirare tranquillamente a un detto di Cervantes: "la menzogna è tanto migliore quanto più sembra veritiera".
Per l'edizione spagnola del libro, pubblicata purtroppo dopo che Aub era morto (1973), lo scrittore aveva persino aggiunto altri disegni, aveva trovato le foto dei due genitori di Campalans (due belle facce di contadini catalani), e un fotomontaggio dove si vedono fianco a fianco Picasso e Campalans...
Finisco con alcuni dati sulle altre traduzioni italiane di Aub, anche se la notizia biobibliografica qui acclusa dà un'idea completa della vita e delle opere dello scrittore spagnolo. Due libretti della collana teatrale einaudiana sono suoi (e da me tradotti): uno di tre atti unici, intitolato "L'impareggiabile malfidato", e proprio quello che dà il titolo a tutti e tre è stato messo in scena a Roma, presenti l'autore e Rafael Alberti; e un altro in tre atti, "San Juan*, che tratta di una nave carica di profughi ebrei, che, durante la seconda guerra mondiale, non trova un porto che la voglia accogliere. Infine, di Aub si può leggere (non so se ancora in catalogo) una "Storia della letteratura spagnola" (anch'essa da me tradotta e presentata), pubblicata dalla casa editrice Laterza: una felice e acuta e spregiudicata sintesi di quella letteratura. E in più i tre libri editi dalla Sellerio, qui recensiti o ricordati.

mercoledì 23 luglio 2008

F FOR FAKE, il film saggio sul falso nell'arte


About Fake (Falso), un documentario incompiuto di Françoise Reichenbach sul mondo dei falsari d’arte, acquistato da Orson Welles, diventa il pretesto per costruire un complesso affresco in cui viene intrecciata la vita di Elmyr de Hory, celebre contraffattore d’arte ungherese, e quella di Clifford Irvig, giornalista che sosteneva di aver la vera/falsa biografia di Howard Hughes, un misterioso e ipocondriaco miliardario americano.

Dopo lo sceneggiato radiofonico de La Guerra dei Mondi del 1938, Welles affronta nuovamente un progetto in cui realtà e finzione tendono a fondersi, fino a diventare indistinguibili l’una dall’altra. Il regista gioca a fare il prestigiatore, il ciarlatano, l’illusionista, manipolando le immagini e trasformando la realtà a suo piacimento, come fosse un’opera d’arte. Welles, nell’incipit del film, dichiara che “Tanto per cominciare, questo è un film che parla di raggiri, di frodi e anche di bugie”, anticipando così ogni giudizio da parte dello spettatore, ma aggiunge che “quasi tutte le storie celano più o meno qualche menzogna, ma non questa volta, è la mia promessa. Nella prossima ora ciò che ascolterete sarà verità vera, basata su fatti veri”. Tanto basterebbe per aprire una profonda riflessione sul significato di falsità e di verità, ma Welles non si limita questo. A breve nuovamente conferma attraverso l’uso di sovraimpressioni come il suo film sia basato su eventi realmente accaduti.

F for Fake, titolo con cui è più noto il film, è qualcosa di diverso da un falso documentario, è in realtà un film-saggio in cui Orson Welles condensa gran parte della sua poetica artistica; una brillante e disillusa riflessione sul valore dell’arte, di cui il regista sembra voler sottolineare la sostanziale inutilità. Arte, quindi come illusione, manipolazione e ciarlataneria della quale anche Welles è succube e artefice. Non a caso egli appare spesso ripreso davanti ad una moviola cinematografica, strumento che per eccellenza crea la falsità del montaggio, capace di alterare le immagini, di romperne l’oggettività e quindi di falsarla. F for Fake nasce dal furto di un documentario, così come da un furto nascono i falsi di Elmyr, ogni elemento è frutto di una manipolazione di una forma originaria, così come la struttura stessa del film nasce dal “furto” del linguaggio del documentario.

Orson Welles, durante il film, dichiara che “La mia carriera è iniziata con un falso, l’invasione dei marziani. Avrei dovuto andare in prigione. Non devo lamentarmi: sono finito ad Hollywood!”, F for Fake potrebbe infatti essere considerata una sorta di autobiografia intellettuale attraverso cui il regista esprime la considerazione che egli provava nei confronti di se stesso, come uomo e come artista.

Il film che avrebbe dovuto intitolarsi Hoax (La beffa), poi Question Mark (Punto interrogativo), e assunse solo in seguito il nome definitivo, meriterebbe un trattazione assai più approfondita, che però trascende lo scopo di questa analisi. F for Fake è infatti un testo unico e fondamentale nella dialettica che contrappone realtà e finzione, è un saggio personale sulle interrelazioni tra arte, denaro e ciarlataneria, ma che rompe le promesse di Welles per sua ammissione esplicita.
Ripresi i panni del prestigiatore Welles, compie un’operazione che un vero illusionista non avrebbe mai osato, mettendo le carte sul tavolo e svelando ogni trucco delle sue magie, nel tentativo di rivelare il vero fine del suo film:

All’inizio di questo film io vi ho fatto una promessa, ricordate? Vi ho promesso che per un ora vi avrei detto la verità. Quell’ora è passata, negli ultimi diciassette minuti non ho fatto altro che mentire. La verità, e vi prego di perdonarci, è che abbiamo falsificato la vicenda artistica. Ovviamente come ciarlatano il mio compito è cercare di renderla reale, non che la realtà centri in qualche modo. Realtà è lo spazzolino da denti che vi attende a casa nel bicchiere. [...] Quella che noi, ciarlatani di professioni, cerchiamo di spacciare per verità, temo che la parola si un po’ pomposa, è l’arte. Lo stesso Picasso disse che l’arte è una menzogna che ci fa capire la verità.

Welles simula il linguaggio del documentario, come Elymr simulava i tratti della pittura dei grandi artisti del novecento, ma il suo film attua il processo di falsificazione ad un doppio livello, quello narrativo si somma quindi a quello linguistico. L’arte della contraffazione viene esaltata e sublimata attraverso il cinema, ma anche decostruita e analizzata in ogni suo frammento. F for Fake, in questo suo intendo, non può essere considerato un mock-documentario, in quanto viola la regola che richiede di mantenere costante il livello di credibilità della storia narrata, ma , pur essendone un anticipatore del genere, lo supera per il livello di approfondimento che raggiunge nel toccare gli argomenti legati al rapporto tra realtà e finzione. Proprio attraverso la rivelazione di aver trascorso diciassette minuti a raccontare menzogne, Welles dimostra al pubblico quanto possa essere facile falsificare una storia e, di conseguenza, cadere nella trappola di questa falsificazione. Welles chiede al pubblico che cosa sia l’arte, e risponde evidentemente che essa è una forma di magia, di illusionismo, forse un trucco, certo un insieme di verità e menzogna, di vero e di falso.










F FOR FAKE di Orson Welles



This short segment from Orson Welles' cinematic essay, F for Fake, may be the profoundest moment in cinema history. It is both uniquely moving, as well as stunningly deep philosophically---a truly rare cinematic combination. This clip should be required viewing, not only for every student of cinema, but for everyone who seeks an antidote to the world's increasing descent into cruelty and darkness. Here, Welles achieves the miraculous with amazingly simple means (note the lack of music as an emotional "guide", for example). God created Orson Welles...then broke the mold. Introduced by media psychologist, Dr. James N. Herndon.
www.orsonwelles.tv

martedì 20 maggio 2008

Rassegna - VERO E/O FALSO

Inizia questa sera la rassegna VERO E/O FALSO all'Associazione Culturale La Scheggia di Milano. Due serate in cui presenterò quattro film che hanno segnato la storia dei Mockumentary.


Una passeggiata sul filo del rasoio, a cavallo del sottile confine che separa realtà e finzione, chiedendosi cosa è vero e cosa è falso seguendo un filo conduttore anomalo: il mockumentary. Un genere nuovo, capace di confondere le acque, di mescolare le carte delle regole cinematografiche creando un cortocircuito di stili e di linguaggi. Una selezione di film per comprendere come si possa manipolare il linguaggio del documentario per costruire storie di finzione (in)credibili. Un fenomeno globale che coinvolge la cinematografia mondiale, ma che ancora non è emerso rivelandone le reali proporzioni. Quattro titoli, in due serate, che vogliono proporsi come la punta di un iceberg di cui ancora non conosciamo la parte sommersa, ancora tutta da scoprire.

Il programma
martedì 20 maggio, ore 21.30

Forgotten silver
Peter Jackson, 1995
Air date: 28 Ottobre 1995

Delle pellicole ritrovate in una cantina riportano alla luce il lavoro di un pioniere del cinema neozelandese dimenticato. I registi Peter Jackson e Costa Botes, in concomitanza con i festeggiamenti per il centenario del cinematografo, realizzano un documentario per la televisione neozelandese ripercorrendo la vita del loro compatriota Colin McKenzie che avrebbe contribuito con le sue folle e geniali intuizioni a sviluppare il linguaggio cinematografico nei primi del '900, anticipando in qualche modo anche i fratelli Lumière. Uni co appunto: Colin McKenzie non è mai esistito.

Operazione luna
William Karel, 2001

Che l'allunaggio del 1969 fosse un falso sono in molti a sostenerlo, ma l'idea che sia stato Stanley Kubrick a realizzare in studio le immagini proiettate in tutto il mondo pare incredibile. La sua esperienza di 2001 Odissea nello spazio lo ha avvicinato alla Nasa e in cambio di questo favore, Kubrick avrebbe ottenuto un preziosa ricompensa. Il documentario si avvale della partecipazione della vedova del celebre regista, ma anche di personalità politiche e militai come Donald Rumsfeld o Henry Kissinger.

martedì 27 maggio, ore 21.30

I Simpson - dietro la risata (behind the laughter)
Episodio BABF19
Mark Kirkland, 2000

Il backstage della più celebre serie televisiva a cartoni animate, raccontata dalle voci degli stessi protagonisti. Un dietro le quinte che svela cosa si nasconde dietro la risate della famiglia Simpson. Dai primi passi nel mondo della televisione allÕincontro con Rupert Murdoch che cambierà la vita della gialla famiglia. Dai primi episodi mandati in onda dalla Fox al successo il passo è breve, ma fama e denaro creano forti attriti tra i componenti della famiglia allontanandone i membri.

Il cameraman e l'assassino
(C'est Arrive' Pres De Chez Vous) Regia Remy Belvaux, Andre' Bonzel e Benoit Poelvoorde Belgio, 1992

Una troupe cinematografica decide di documentare il lavoro di un killer professionista, seguendolo come un'ombra durante le sue missioni. La cinepresa riprende così le efferatezze di Ben, assassino professionista, trasformandolo nel protagonista di un film. Ne nasce il ritratto di un uomo problematico, instabile ma da forte carisma, magnetico al punto di coinvolgere nel suo lavoro anche i ragazzi che lo stanno filmando. Ma fino a dove si può spingere un documentarista? C'è un limite che non deve essere varcato, pena l'inversione dei ruoli.

giovedì 17 aprile 2008

LIBRI - Sopravvivere coi lupi, vero o falso?


Esce a fine mese il film Sopravvivere coi lupi di Véra Belmont, versione cinematografica del best seller (pseudo) autobiografico di Misha Defonsece. Il libro racconta la storia vissuta all'età di 8 anni dall'autrice che racconta come riuscì a salvarsi dalle persecuzioni naziste contro gli ebrei perché, orfana di genitori, riuscì a fuggire e fu adottata da un branco di lupi.

In realtà è tutto falso. L'autrice si chiama Monique e non è di orgini ebree, bensì cattoliche. come ha dimostrato un'inchiesta del quotidiano belga Le Soir. Inoltre Monique non era orfana all'età di otto anni, bensì i suoi genitori fecero parte della Resistenza, ma non furono perseguitati per motivi razziali. A complicare la situazione Misha-Monique, che ha ammesso di non essere mai stata adottata dai lupi, ma fu cresciuta da alcuni parenti che sospettavano suo padre come traditore (forse aveva confessato sotto tortura).

Ma come considerare un falso di questo genere? Ovviamente si è trattato di una mossa che è servito a crare comunicazione attorno al libro e, quindi, anche al film. Quanto sarebbe cambiato se fosse stato chiaro fin da principio che la storia in questione fosse frutto di fiction? L'editore, come si legge sul blog Lanostrastoria ammette con qualche reticenza l'impostura ma dichiara nella bandella di copertina di aver troppo rispetto del pubblico per privarlo di una tale opera. Si tratta di ipocrisia, come scrive l'autore del pezzo: pare semplice pensare che l'unico motivo della riedizione è il business.

venerdì 7 marzo 2008

Mockumentary 2.0: video online e LonelyGirl15

Film come Death of a President utilizzano tecnologie innovative, e come ogni lavoro piccolo o medio che sia, ha una folto team di professionisti video che lo hanno reso così incredibilmente verosimile. Ma l’approccio utilizzato non necessita di ingenti risorse o di una troupe di tecnici professionisti.

Il nuovo linguaggio visuale che associamo alla verità è basato fermamente su video di scarsa qualità, montaggi amatoriali ed immagini tremolanti riprese a mano. Se portato all’estremo, il risultato somiglia ai peggiori video presenti su YouTube.

Prendiamo, come esempio, il caso dell’utente LonelyGirl15, una video blogger di YouTube che è divenuta incredibilmente popolare all’interno della community, prima di essere bannata in quanto attrice che lavorava per un piccolo team di produttori video indipendenti.

Nel seguente esempio vediamo una nuova forma emergente di mockumentary che prescinde completamente dallo sforzo di imitare la radiodiffusione e i documentari televisivi, come nel caso di Death of a President. Abbiamo una ripresa lunga, un’attrice che sembra incredibilmente naturale, come se fosse seduta a casa sua, luci amatoriali e opache, sembra un video personale. Se ti dicessi che questo video è stato già visto 168.623 volte, puoi farti una idea di quale sia il potenziale di audience raggiungibile attraverso i “mock-online-video”.



Stanno ridefinendo la realtà, ed ora noi dobbiamo riuscire ad avere un punto di vista critico, personale su queste creazioni artificiose per tentare di distinguere la sottile linea che separa la realtà dalla rappresentazione della realtà.

lunedì 3 marzo 2008

UCRONIA - Un mondo diverso dal reale

L'ucronìa (anche detta storia alternativa, allostoria o fantastoria) è una forma di narrativache tratta di un mondo la cui storia si è differenziata dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti degli eventi ipoteticamente possibili.

Il termine ucronìa deriva dal greco e significa letteralmente "nessun tempo" (da ou = non e chronos = tempo), per analogia con utopia che significa nessun luogo, e indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un preciso avvenimento storico fosse andato diversamente. Il termine è stato coniato dallo scrittore francese Charles Renouvier in un saggio apparso nel 1857. È ucronìa chiedersi, ad esempio, cosa sarebbe successo in Europa, se l'Impero romano fosse sopravvissuto fino ai nostri giorni, se l'Impero bizantino non avesse subito l'invasione islamica, se la Rivoluzione Francese non fosse scoppiata, se Napoleone avesse vinto a Waterloo, se l'andamento della Grande guerra fosse stato diverso, se Hitler avesse vinto la Seconda guerra mondiale o se Gorbaciov non avesse cambiato l'Unione Sovietica, o in America, se la Francia avesse vinto la Guerra dei Sette Anni, se l'Inghilterra fosse riuscita a reprimere i rivoltosi americani alla fine del Diciottesimo secolo o se i confederati avessero vinto la Guerra di secessione americana, o in Italia, se gli Ostrogoti fossero stati capaci di respingere i bizantini, se Cristoforo Colombo si fosse impossessato dell'America per conto della Repubblica di Genova, se la Repubblica di Venezia e la Repubblica di Genova fossero rimaste indipendenti all'indomani del Congresso di Vienna o se Benito Mussolini non fosse sceso in guerra a fianco di Hitler.

Non sono invece considerate ucronìe le storie scritte in un'epoca precedente a quella in cui sono ambientate, come ad esempio il romanzo 1984 di Orwell scritto nel 1948.
Il primo esempio di ucronia può essere considerato il brano dell' opera Ab Urbe condita dove Tito Livio contempla la possibilità che Alessandro Magno avesse sviluppato il regno macedone ad ovest anziché ad est.

Per la sua natura, l'ucronia è in genere assimilata al più vasto genere della fantascienza. Il genere dell'ucronia si può mescolare a quello dell'utopia o della distopia quando va a descrivere società ideali o, al contrario, indesiderabili. Talvolta anche i romanzi del filone steampunk, prevalentemente ambientati nel XIX secolo, possono sconfinare nell'ucronia. Tra i maggiori scrittori di ucronie ricordiamo Philip Dick (La svastica sul sole), Harry Turtledove (i cicli di Invasione e Colonizzazione), Robert Harris (Fatherland) e addirittura un improbabile Winston Churchill (Se Hitler avesse vinto la guerra), forse il più celebre scrittore ucronico. In Italia, dato che il fatto più controverso della storia recente è il fascismo, le opere ucroniche tendono a prendere spunto da esso e a cercare punti di divergenza dalla storia ufficiale: per esempio, cosa sarebbe successo se l'Italia di Mussolini non fosse entrata nella seconda guerra mondiale. Tra gli esempi di questo filone la trilogia Occidente di Mario Farneti, che racconta la storia di un'Italia fascista sopravvissuta alla seconda guerra mondiale (durante la quale era rimasta neutrale ed era stata sovvenzionata economicamente e militarmente dagli Stati Uniti) e che sconfisse l'URSS durante la terza guerra mondiale, diventando così, insieme agli USA, una superpotenza. Un altro cameo ucronico italiano è Garibaldi a Gettysburg, di Pierfrancesco Prosperi, che racconta cosa sarebbe successo se Garibaldi non avesse aiutato i nordisti durante la guerra civile americana (la differenza più importante è la scomparsa degli USA a favore dei CSA, mentre il Veneto sarebbe rimasto austriaco).

Numerose opere a fumetti, soprattutto i comic book americani, hanno sfruttato l'idea dell'ucronia e delle terre parallele in generale. La DC Comics ha creato una linea di fumetti chiamata Elseworlds in cui le storie sono ambientate su terre alternative del multiverso DC con protagonisti i supereroi editi della casa editrice (tra i più famosi ricordiamo Red Son con un Superman che viene allevato dai Sovietici e Kingdom Come dove i classici eroi DC, ormai vecchi e stanchi, devono riunirsi per combattere una nuova generazione di super esseri violenti e crudeli). La Marvel Comics ha a sua volta sfruttato il concetto di ucronia nei propri fumetti, in particolare con le saghe Age of Apocalypse e nella recente House of M. La serie mutante Exiles racconta le avventure di alcuni mutanti che viaggiano tra le dimensioni parallele e lo stesso universo Ultimate è di fatto un universo parallelo all'universo Marvel ufficiale (così come lo erano i defunti Marvel 2099 e New Universe). Tra gli esperimenti più bizzarri va ricordato l'Amalgam Comics in cui i personaggi della DC e della Marvel si fondevano insieme creando incroci improbabili come Spider-Boy (Superboy + Spiderman) o Iron Lantern (Iron Man + Green Lantern). Per quanto riguarda il fumetto italiano, l'albo 240 di Dylan Dog (che tra l'altro porta al ritorno tra gli autori della serie Tiziano Sclavi) è intitolato, per l'appunto, proprio Ucronìa. Da segnalarsi anche V for Vendetta, scritto da Alan Moore e David Lloyd, dove l'Inghilterra è sottoposta ad un governo fascista (anche se questo può essere visto come un esempio di distopia). Tra le pubblicazioni italiane è rappresentativa la recente Gli Albi di Occidente, fumetti tratti dalla trilogia di romanzi ucronici Occidente di Mario Farneti.
Bibliografia
Charles Renouvier, Ucronia (Uchronie), 1876
Marcel Thiry, Scacco al tempo (Echec au temps), 1945
André Maurois, Si Louis XVI...
Antoine Blondin, Les enfants du bon Dieu, 1952
Winston Churchill, Se Hitler avesse vinto la guerra
Roger Callois, Ponzio Pilato (Ponce Pilate)
Philip Dick, La svastica sul sole (The Man in the High Castle), 1962
William Gibson, Bruce Sterling, La macchina della realtà (The Difference Engine), 1991
Robert Harris, Fatherland
Harry Turtledove, ciclo dell'Invasione e ciclo della Colonizzazione
Sophia McDougall, trilogia di Romanitas
Kim Stanley Robinson, Gli anni del riso e del sale
Narrativa in italiano
AA.VV., Se l'Italia - Manuale di storia alternativa da Romolo a Berlusconi, Vallecchi, 2005
Mario Farneti, trilogia di Occidente
Luca Masali, I biplani di D'annunzio
Carlo Menzinger, Il Colombo divergente, Genova, Edizioni Liberodiscrivere, 2001
Massimo Mongai, Il fascio sulle stelle
Guido Morselli, Contro-passato prossimo, Milano, 1975
Pierfrancesco Prosperi, Garibaldi a Gettysburgh, ed. Nord, 1993
Giampietro Stocco,Nero italiano e Dea del caos
Francesco Dessolis, "Ingannare il tempo" Ed. AER Club - Il Melograno

venerdì 15 febbraio 2008

[REC] Le reazioni del pubblico

[REC] rientra in quella categoria di film che a tutti gli effetti non possono definirsi falsi-documentari. Si tratta di una finta ripresa dal vivo, un documento palesemente falso, una simulazione di una trasmissione televisiva, addirittura un found-footage. A queste categorie appartengono anche film come Contenders Serie 7, My Little Eyes in parte anche The Truman Show ma anche i video ritrovati di The Blair Witch Project, Cloverfield, September Tapes per citare i più noti.

Esculdendo il caso particolare del film di Peter Weir, tutti i film citati puntano a realizzare un'approssimativa verosimiglianza delle immagini dei video per aumentare il tasso di credibilità e di conseguenza la possibilità che il pubblico si immedesimi nei protagonisti. Se una cosa sembra essere vera, allora essa può apparire più scioccante e spaventosa. Lo stesso meccanismo sarà alla base del prossimo film di Romero, Diary of Dead.

Non a caso un video promozionale di [REC], che pomette di essere l'esperienza più spaventosa mai vista al cinema, è la ripresa delle reazioni del pubblico.



mercoledì 30 gennaio 2008

CLOVERFIELD, prime riflessioni dopo l'anteprima.

J.J. Abrams è un genio. Non solo si è inventato una delle serie più innovative della storia della televisione, Lost, ma a oltre dieci anni di distanza scegli di rielaborare la formula di The Blair Witch Project ed espanderla all’ennesima potenza.

Che il film di Daniel Myrick e Eduardo Sánchez abbia fatto storia nel mondo della promozione cinematografica, questo è un dato di fatto, che lo lasciato un segno anche nella storia del cinema, questo è tutto da discutere. Nove anni fa però tutti erano certi che l’idea geniale dei due ragazzi americani di creare una campagna virale massiva, non avrebbe potuto essere replicata con tale impatto. Si sbagliavano. La profezia è stata infranta da Abrams che ha prodotto una versione di The Blair Witch Project con Godzilla, o meglio un Godzilla alla Blair Witch. Dove mancavano gli effetti speciale nel film, a bassissimo budget, di Myrick e Sánchez, qui invece gli effetti visivi ci sono e meravigliano per la loro qualità. Non pare certo facile inserire una tale mole di computer graphic in un video sporco, mosso e fuori fuoco come quello che si ipotizza sia stato acquisito dal Governo USA come evidence, il ben noto espediente del found footage.



Ma il ciclone Abrams non si limita a un film d’effetto. Memore delle Lost Experience e dei Flight 815 per la promozione di Lost, il suo staff ha inondato la rete di indizi (veri o falsi), spezzoni di video (apparentemente rubati), alimentando in modo ossessivo una Cloverfield-mania (iniziata con la data 01-18-2008). Incredibile la quatità di materiale che si presto diffusa in rete, generata anche dagli stessi utenti. Le ipotesi sulla forma del mostro, le illazioni di messaggi nascosti nella locandina (assolutamente geniali per fantasia, quanto infondati nella realtà).


Cloverfield è la dimostrazione che ormai il cinema non si lo si fa più solo in sala, ma anche che la rete è definitivamente lo strumento più potente per comunicare a costi nulli, ma anche con milioni di dollari di budget. Assolutamente geniale, sebbene tutto quello che pare nuovo in Cloverfield è in realtà il trionfo del già visto.





martedì 11 dicembre 2007

TONY VILAR arriva in televisione

Leggo sul sito Neiloscity e riporto:
La vera leggenda di Tony Vilar sbarca in tv. Nei prossimi giorni due speciali dedicati da SKY e LA7, al film del regista Giuseppe GAGLIARDI, l’artista di Saracena ed inventore di uno dei più geniali eventi socio-culturali del meridione: SARACINEMA. La Calabria migliore continua a lasciare tracce, nonostante tutto.

Procede, infatti, con grande successo la tournèe all’estero di TONY VILAR, di cui Otto Torri sullo Jonio ha tra l’altro curato la tappa di Dublino. A Giuseppe GAGLIARDI lo staff di 8TJ rinnova la stima, l’amicizia ed i complimenti per il contributo di qualità e di identità che, attraverso la sua brillante attività e la sua passione, continua ad offrire.

Il film andrà in onda il prossimo 13 DICEMBRE, in seconda serata, SU SKY CINEMA MANIA, il canale della piattaforma che dedica grande spazio alle pellicole d’autore.
Inoltre, una mini-retrospettiva in due puntate dedicata al lavoro di Giuseppe Gagliardi sarà trasmessa su LA7 IL 17 E IL 18 DICEMBRE prossimi. La trasmissione è “La 25a ora – Il cinema espanso”, che chiude il palinsesto giornaliero della rete, condotta da Paola Maugeri, la nota v-jay di Mtv.

Nella prima delle due puntate in studio ci sarà anche Peppe VOLTARELLI, reduce dalla straordinaria accoglienza al Premio Tenco di Sanremo, finalista nella categoria opere prime. Alle interviste si alternerà la messa in onda di alcuni cortometraggi e videoclip musicali, tra i quali il film breve del 2001, “Peperoni”, che ha ricevuto venti premi in Italia e all’estero. Verrà trasmesso anche un inedito, dal titolo “Appunti per un film”, il promo realizzato in occasione dei sopralluoghi a New York per il film.

La prima delle due puntate su La7 sarà l’occasione per vedere in anteprima assoluta i due nuovi videoclip che Gagliardi ha realizzato per i due singoli di Voltarelli, tratti dal nuovo disco “Distratto ma però”. Entrambi sono stati girati in Calabria, tra Saracena e Scalea, e sono stati prodotti dalla Orsa Marketing e Comunicazione, giovane ma già affermata società di Cosenza, coinvolta anche nel nuovo progetto cinematografico del regista, insieme alla Tico Film Company. Oltre che su La7, i due clip si potranno vedere presto su All Music e Mtv.

Continua, intanto, con successo la tournée all’estero. Dopo la prima internazionale a New York lo scorso maggio, al Tribeca Film Festival di De Niro, è stato presentato a Daytona Beach in Florida, a Praga, al festival di Mar del Plata in Argentina, a Sidney, a Calgary in Canada, a Dublino (di cui l’Associazione Otto Torri sullo Jonio ha curato i contatti) e nello scorso mese nel Regno Unito, in quattro città diverse: Glasgow, Cardiff, Edinburgo e Londra. Le proiezioni in Gran Bretagna facevano parte dell’Italian Film Festival UK, la cosueta kermesse annuale che presenta al pubblico britannico il meglio del cinema di casa nostra. Il film di Gagliardi è stato inserito nella sezione Nuovo Cinema Italiano, un panorama sulla nuova ondata di registi emergenti.

sabato 10 novembre 2007

FALSIDOCUMENTARI ha bisogno di te!

Hai suggerimenti o notizie interessanti che potrebbero essere inserite in questo blog?

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Contattami via mail o Msn a carloprevosti@hotmail.com

giovedì 25 ottobre 2007

MAURY, UN ROCKUMENTARIO di Rob Barrel

La storia di Maury dimostra come il valore dell'artista è inversamente proporzionale e proporzionato al successo di pubblico. Roberto Freak Antoni

Prima che l'impegno scoprisse la protesta. Quando Joe Sentieri e i suoi saltelli erano le uniche trasgressioni tollerate, ogni città, ogni borgo vantava almeno un eroe da Juke box o qualcosa del genere. Camogli non fu da meno. Chi come me trascorse gran parte della giovinezza tra Mulinetti e San Fruttuoso non può dimenticare Maury: giovane riccio e scarno figlio della maestra del paese. Allora nessuno mai avrebbe immaginato che quel ragazzo al limite dell'autistico, grazie a giochi di note composti nella solitudine della sua cameretta, potesse ottenere il consenso di una generazione di artisti. Molti lo hanno conosciuto, tanti lo hanno amato, pochi hanno capito la vera essenza della sua arte, la ragione per la quale Maury non volle mai incidere nulla di quanto composto, lasciando che fosse the vox populi a diffondere il suo messaggio, non le case discografiche. Cagnara (un amico d'infanzia)


Con questo Rockumentario la Bernarda Prod-Action vuole riscoprire Maury un artista poco noto al grande pubblico, ma che diede un grosso contributo alla storia della musica italiana. Tale riscoperta avviene attraverso le testimonianze di artisti e musicisti, tra questi Roberto Freak Antoni, primo ed assoluto estimatore del musicista di Camogli, e poi Max Pezzali, Prozac+, Casino Royale, Simona Ventura, Enrico Ruggeri, Scardy & Pitura Fresca, Nicola Arigliano, Mango, Cattivi Pensieri, Susanna Messaggio, Mario Luzzato Fegiz, Alex Baroni, Subsonica, Ron, Sergio Caputo, ai quali la BPA sarà eternamente grata




Le sue canzoni.


Soggetto Barrel/Littlecross
Con Roberto Freak Antoni, Max Pezzali, Prozac+, Casino Royale, Simona Ventura, Enrico Ruggeri, Scardy & Pitura Fresca, Nicola Arigliano, Mango, Cattivi Pensieri, Susanna Messaggio, Mario Luzzato Fegiz, Alex Baroni, Subsonica, Ron, Sergio Caputo Commento Ed Reds jr.
Regia e Montaggio Rob Barrel
Durata 19'
Anno di Produzione 1999/2000

giovedì 4 ottobre 2007

FALSI DOCUMENTARI in copertina su D La Repubblica delle Donne


Sabato 6 Ottobre appuntamento in edicola con il quotidiano La Repubblica!

L'inserto D La Repubblica delle Donne conterrà infatti un lungo articolo sul mondo dei falsi documentari redatto dal sottoscritto. I Mockumentary conquistano così la copertina di una rivista (clicca sull'immagine per ingrandirla)! Ecco sul sito Dweb in anteprima il testo dell'articolo

Non perdetelo!

venerdì 14 settembre 2007

LE RAGIONI DELL'ARAGOSTA di Sabina Guzzanti

Ecco una recensione del film Le Ragioni dell'Aragosta, il nuovo film di Sabina Guzzanti, che racconta in forma di documentario un'ipotetica reunion del gruppo televisivo di Avanzi. Dopo aver visto la presentazione del film al Festival di Venezia e il trailer, ecco qui sotto la recensione del film firmata da Bruno Fornara e pubblicata sul settimanale FilmTv n°37. La sorpresa, graditissima dal mio punto di vista, è la presenza della definizione "mockumentary", forse una delle prime volte in Italia in cui si riconosce al falso documentario lo status di genere. E' un inizio?

Clicca sulla foto per ingrandila.



mercoledì 12 settembre 2007

PcWorld stila la classifica dei filmati falsi più celebri

WASHINGTON – In rete si trova davvero di tutto, e siti di condivisione video come YouTube possono offrire chicche eccezionali e momenti di vera ilarità. Ed è proprio frugando tra le pagine di YouTube che il magazine PcWorld ha scovato alcuni più o meno credibili fake di argomento scientifico e tecnologico, frutto di ore e ore di manipolazione digitale trascorse di fronte al Pc dai loro creatori. I migliori filmati fasulli sono stati raccolti in una classifica , in cui sono elencate false pubblicità di noti dispositivi hi-tech per l'intrattenimento, improbabili avvistamenti Ufo e altrettanto incredibili sperimentazioni di nuove tecnologie.

L'AUTOPSIA – Nella lista di PcWorld non manca il celebre video (iniziato a circolare nel 1992) dell'autopsia effettuata su un alieno a Roswell, nel New Mexico. Girato in bianco e nero senza sonoro, ambientazione anni 40, il filmato dura 17 minuti e riprende il lavoro di due scienziati protetti da tute anticontaminazione impegnati nel sezionare il corpo dell'extraterrestre, da testa a piedi. Talmente realistico che in passato molte trasmissioni se ne sono occupate, facendo discutere chi sosteneva fosse un falso, appunto, e chi invece era convinto che in quei 17 minuti non ci fosse nulla di fasullo.

L'AVVISTAMENTO – Sempre gli extraterrestri sono i protagonisti di un avvistamento di dischi volanti. Questa volta il video è dei giorni nostri: pochi secondi di ripresa amatoriale in cui alcuni oggetti misteriosi volano a bassa quota, sopra le palme e le capanne di quella che si suppone sia Haiti. Non è l'unico video di avvistamenti del genere presente in rete, ma è sicuramente molto ben fatto e dettagliato.

LA RISPOSTA ALL 'IPHONE – E con una simpatica parodia dell'advertising televisivo che pubblicizza l'iPhone di Apple, per l'occasione trasformato nel concorrente di casa Microsoft, si passa dalla scienza alla tecnologia più attuale. Un'allegra presa in giro di tutti i difetti che il tanto atteso ZunePhone potrebbe presentare una volta che si troverà nelle mani dei consumatori. Il punto di vista è quello di un «Mac user», ovviamente.

UN ALTRO BETA DI GOOGLE? – Il motore di ricerca di Mountain View non manca certo all'appello in questa originale classifica. Uno scherzo ben architettato da «Infinite Solutions», in cui Mark Erickson illustra la procedura, complessa e macchinosa, per accedere alle pagine segrete di GoogleTV: un misterioso servizio progettato dalla grande G che permetterebbe di guardare spettacoli televisivi on demand. In molti hanno pensato che fosse tutto vero e hanno di sicuro speso del tempo nell'inutile tentativo di accedere alla TV di Google.

LO SCUDO ANTI PROIETTILE – Non ultimo, e degno della migliore tradizione trash, il video della mamma che imbraccia un fucile e scarica una raffica di pallottole contro il passeggino dove un istante prima aveva adagiato il suo bimbo. Che però esce indenne dall'attacco: tutto merito di un invisibile scudo anti proiettile, attivato un attimo prima della sparatoria direttamente dal pannello di controllo incorporato nel passeggino. Un kit ultratecnologico che garantisce la sicurezza dei più piccini, al costo di soli 599 dollari. Tutto su Bulletproofbaby.net, peccato sia anche questo un falso.
da Corriere.it