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giovedì 8 gennaio 2015

SPOT: Struck by a rainbow



BBDO Toronto continues the absurdist tendencies of Skittle’s advertising with one of the brand’s strangest ads in recent memory. Entitled “Struck By A Rainbow,” the ad is a mockumentary about a man named David who is hit by a rainbow, changing his skin to Skittles. Directed by Conor Byrne, the video, while never laugh out loud funny, convincingly mirrors and parodies the tropes of documentaries about people combating adversity, getting the feel just right. The long running time (“Struck By A Rainbow” clock in at well over three minutes) is used to show most of the implications of David’s condition and show David’s journey from struggle to acceptance. In case you’re wondering, a doctor points out that “From a medical perspective, there’s nothing wrong with David. His skin is just now Skittles.” 

The spot saves one of its more obvious jokes for the end, as David’s wife leans in to kiss him on the cheek and bites off a Skittle. While over three minutes is a very long time to spend watching an ad, and the premise is stretched a bit thin by the long running time, this should still appeal to fans of the brand’s distinctly oddball humor, and anyone creeped out too much by the idea would stop watching immediately anyway. “Struck By A Rainbow” debuted on YouTube and the brand’s Facebook page on December 8th, but the campaign also includes a digital buy featuring 30-second teasers to drive additional views. Media support for the spot will continue around four weeks. 

Info

lunedì 28 luglio 2014

MAN OF CRISIS - Il mock perso (e ritrovato) di Woody Allen


Men of Crisis: The Harvey Wallinger Story from pepe sinatra on Vimeo.

1971, I nell'intervallo di tempo tra Il dittatore dello Stato libero di Bananas e Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere, Woody Allena realizza il cortometraggio Man of Crisis, un mockumentary ironico su Richard Nixon. A quanto pare la PBS che lo aveva commissionato decise di non mandarlo in onda. Nel 1972 Nixon vinse poi le elezioni... La storia completa è su Ilfattoquotidiano.

venerdì 4 luglio 2014

TUSSILAGO, terrorismo tra animazione e documentario


TUSSILAGO - short film from jonas odell on Vimeo.

Come può l'animazione, che per definizione è la forma più pura di astrazione dalla realtà, aderire alle forme canoniche del documentario? Ecco un esempio con il corto Tussilago, un corto che racconta la storia di un terrorista della Germania Ovest, di nome Norbert Kröcher, arrestato il 31 marzo 1977, con l'accusa di essere a capo di un progetto per rapire la politica Anna-Greta Leijon. Alcuni sospetti sono stati arrestati in quei giorni, una di queste è "A", la fidanzata di Kröcher's ex-girlfriend, "A". In questo film la sua storia.

mercoledì 9 aprile 2014

CORTO - Il battimanista


Il Battimanista di Roberto Cicogna è un cortometraggio realizzato anche grazie al supporto di Cortisonici Lab di Varese, una bella esperienza che ha portato alla concretizzazione di un vero e proprio piccolo film.

giovedì 7 novembre 2013

FUGU & TAKO - il trailer



Ecco un trailer curioso, questa volta si tratta di un cortometraggio. Fugu & Tako è infatti un breve film scritto e diretto dal pluripremiato Ben West, una storia assurda basata su effetti speciali decisamente stupefacenti. 

La storia è quella di un uomo d'affari giapponese che dopo aver mangiato del sushi avariato, si trasforma letteralmente in un uomo-pesce palla. Il film intero è visibile nella sezione "on demand" di Vimeo.com. Grazie a Marta per la segnalazione.

martedì 16 ottobre 2012

VERO (E') FALSO - Documentamy porta a Varese i mock



Quando nel lontano 1938, Orson Welles terrorizzò gli Stati Uniti con la sua versione radiofonica de La Guerra dei Mondi di H.G Welles ancora non sapeva di che stava gettando le basi per quello che quasi mezzo secolo dopo si sarebbe trasformato nel più curioso, attuale e controverso dei generi cinematografici. In bilico tra realtà e finzione, capace di destreggiarsi tra satira e critica sociale, semplice parodia o cinica decostruzione, il genere del mockumentary trascende quello che è il significato letterale con cui lo si potrebbe tradurre. Molto di più di una burla, di una presa in giro e di una manipolazione linguistica, il mockumentary è un genere capace di scardinare le sicurezze dello spettatore, di porre la fondamentale domanda “sei proprio sicuro che quello che stai guardando è vero?”. Dal mutante Leonard Zelig di Woody Allen al pioniere cinematografico Colin McKenzie di Peter Jackson quello che un mockumentary può raccontare come vero ha come solo limite l’immaginazione. Vero (è) falso è la una sezione speciale dedicata al falso documentario da Documentamy e curata dal critico e documentarista varesino Carlo Prevosti.

Vero (è) falso è realizzato in collaborazione con Piemonte Documenteur filmfest unico festival europeo dedicato a questo genere, di cui verranno proiettate le opere vincitrici delle ultime edizioni. Visioni notturne, divertenti e divergenti per allietare il pubblico varesino. Al mockumentary verrà inoltre riservata anche l’apertura del festival: mercoledì 7 novembre a Filmstudio verrà presentato Il Mundial Dimenticato – La vera incredibile storia dei Mondiali di Patagonia di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni. Un film da non perdere su un episodio storico realmente (non) accaduto.

Ecco una breve presentazione di quello che succederà a Varese nel corso della prima edizione del festival Documentamy, tra il 7 e l'11 novembre 2012. Quindi non resta che dare l'appuntamento a Filmstudio90 con Carlotta Givo, responsabile del Pdff che presenterà alcuni dei migliori film prodotti nelle 3 edizioni del festival!

Colpevolmente ci accorgiamo solo ora di non aver mai parlato dello splendido film di Garzella e Macelloni, di cui trovate qui sotto il trailer. Un viaggio alla scoperta di un campionato mondiale decisamente differente rispetto a quelli ufficiali, attraverso suggestioni che non possono non portare alla mente classici come Forgotten Silver.


martedì 10 aprile 2012

THE DAY BEFORE THE DAY AFTER: il 2012 secondo John Snellinberg


Secondo i Maya il 21 dicembre 2012 il mondo finirà. Ma a Cantagallo, piccolo paese nella provincia di Prato, per un errore del passato la fine del mondo arriverà - forse - in anticipo... 

Il corto è stato realizzato dal collettivo che porta il nome di John Snellinberg, già responsabile del lungometraggio La Banda del Brasiliano. 

 Nel cast Jennifer Norton, Alessandro Guariento, Aaron Craig, Riccardo Pangallo, Riccardo Goretti, Luke Tahiti, Nino e i Mitomani, Emanuele Trifone, Luca Spanò, Ferruccio Fioravanti, Valentina Cesarini, Sandro Trippi, Vanessa Lotti, Elia Bartolini.

lunedì 28 novembre 2011

WELCOME TO JUNGLE CITY, apocalisse all'italiana


Cosa potrebbe succedere in una città come Milano se si avvicinasse la fine del mondo? Se lo sono chiesti due giovani registi, Sebastiano Leddi e Samuele Vacca, che con Welcome to Jungle City hanno provato a descrivere l'apocalisse nel capoluogo lombardo, come se fosse già accaduto. Sedici personaggi sopravvissuti raccontano la catastrofe, qui sopra possiamo vedere il filmato integrale. 

Su Bestmovie possiamo leggere un'intervista ai due registi.

martedì 5 maggio 2009

District 9 - Il corto da cui è nato il film



Dopo aver visto il trailer del film District 9, uno dei film di fantascienza che maggiormente incuriosicono fra le uscite cinematografiche dei prossimi mesi, ecco un'altra perla. Alive in Joberg, lo potete vedere qui sopra, è il cortometraggio firmato da Blomkamp che ha dato vita al progetto D-9. Il film, prodotto da Peter Jackson è realizzato dal regista sud americano Neill Blomkamp, alla sua prima esperienza cinematografica ma già futuro regista di Halo.

lunedì 4 maggio 2009

Sebastian Foucan - The life of a free runner



Sebastian Foucan è uno dei traceur più famosi al mondo, ovvero di coloro che praticano il parkour. Se il suo nome non vi dice nulla, provate a rivedere la prima scena del film Casino Royale. Questo documentario, in modo ironicono, ripercorre le sue gesta!

venerdì 30 gennaio 2009

DOC - ARRAKIS la voce di chi non ha più voce




Il documentario italiano difficilemente osa scegliere posizioni innovative dal punto di vista enunciativo. Le storie raccontate possono essere eversive, anarchiche, contro il sistema, ma il linguaggio utilizzato difficilmente prende una posizione poetica nei confronti della forma del documentario.

Arrakis è un progetto che rompe questi schemi, racconta per immagini i luoghi dell’abbandono industriale italiano, e attraverso le parole esprime i ricordi e le accuse di Silvestro Capelli, un ex-operaio della storica Breda Fucine di Sesto San Giovanni.E’ la particolare voce di un laringectomizzato. Silvestro nel 1996 ha subito un intervento di laringectomia totale per estirpare un tumore causato dall’amianto inalato durante gli anni del lavoro in fabbrica.

Arrakis è un documentario poetico di tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano.

Tutti sapevano e nessuno ha parlato. Lo sapevano i sindacati. Lo sapeva la direzione dell’azienda. Lo sapeva l’assessorato alla sanità. Lo sapevano tutti, e non gli operai che c’erano dentro. E così ci hanno condannato a morte, a menomazioni, ma non solamente noi che lavoravamo all’interno della fabbrica. Perché le fabbriche non sono state costruite sotto una campana di vetro […]
Motivi e obiettivi

Arrakis non vuole essere un’inchiesta sul problema amianto, non vuole essere un documentario di archeologia industriale.Vuole rappresentare invece, secondo criteri più vicini al modo poetico di fare documentario, un tributo a quelle persone che hanno sofferto in nome del progresso e a quei luoghi che sono stati incredibili simboli di quello stesso progresso.

Arrakis è un attestato di esistenza per persone e luoghi dimenticati.L’obiettivo comunicativo non è informare, ma emozionare.Suscitare interesse verso problemi di cui molto scarsa è la percezione del pericolo.

martedì 20 gennaio 2009

The Secrets of the Über-Maus


 Un documentario racconta la vera storia del Über-Maus, l'arma segreta studiata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e sfuggita al loro controllo.

Informazioni sul sito Uebermaus.com

giovedì 29 novembre 2007

A life in Art: The Hance Lineburger Story



A mockumentary about the life and art of Hance Lineburger, a German born conceptual artist.

Directed, edited and filmed by Tim Ellis
Written and starring Scott Millbank

venerdì 9 novembre 2007

Star Wars Help Desk

Ecco un altro falso legato al mondo di Guerre Stellari!
Un corto prodotto da Kanefilm.

venerdì 10 agosto 2007

GESU' DI CAPOCOTTA, intervista a Christian Carmosino

Premettendo di non essere ancora riuscito a vedere il film di cui sto parlando, ho avuto modo pero' di conoscere direttamente il regista Christian Carmosino, ad una passata edizione del Festival del Cinema di Pesaro.

Trovo sul sito Cgsweb un'intervista proprio sul suo lavoro di falso documentarista e la riporto immediatamente.

A coloro che conoscono la spiaggia di Capocotta sul litorale romano la notizia che Gesù si aggira tra i bagnanti non apparirà strana. Coloro che invece non conoscono questo luogo potrebbero forse pensare che il documentario di Christian Carmosino sia blasfemo. Niente di più falso! "Gesù di Capocotta" indaga spiritosamente la spiritualità di un popolo spogliato degli abiti e pronto a parlare del figlio di Dio e dell'uomo.

Cosa racconta "Gesù di Capocotta" ?
Il film racconta, attraverso le reali testimonianze degli avventori della spiaggia, l’apparizione di Gesù a Capocotta. E’ un documentario umano, un po’ surreale e divertente, sulle credenze della gente. E’ un inno alla fantasia, al bizzarro che si fa reale, è un’indagine moderna sulla spiritualità, in un luogo che verrebbe da dire abbandonato da Dio, e forse per questo abitato da un’incredibile umanità e diversità. I tecnici forse definirebbero questo lavoro un "mockumentary". Infatti il film utilizza il linguaggio del documentario per narrare qualcosa che esiste più nella nostra voglia di credere che non nella realtà.

Perché proprio Capocotta?
Capocotta è un po’ un non-luogo. Si trova sul litorale romano, proprio davanti alla tenuta del Presidente della Repubblica. E’ tuttavia "solo" un pezzo di spiaggia, tradizionalmente legato alla cultura libertaria dei naturisti. In questo senso Gesù è legato a Capocotta come noi lo siamo alle vecchie leggende e miti pagani. Il luogo esiste più in questo suo potere evocativo che nella realtà. Per la cronaca, in questi ultimi anni, Capocotta è diventata meta di pellegrinaggio di molti "tessili" che vorrebbero sentirsi liberi o forse vanno in cerca di storie da raccontare agli amici. E’ un po’ quello che è successo a noi, un gruppo di amanti del cinema che volevano raccontare una storia, senza però tradire (o tentando di non farlo) lo spirito del luogo.


Come è stato realizzato questo lavoro e che tipo di distribuzione sta avendo?
Il film per vari motivi, non ultimo quello economico, è stato realizzato indigitale (MiniDV) ad un costo bassissimo. E’ cioè una "autoproduzione" o forse meglio un "film collettivo". Non ho vergogna di dire la cifra che ho speso: 500 euro. Nonostante questo, anzi, proprio per questo (!) non è stato facile realizzarlo. Una settimana di riprese, tra agosto ed ottobre, quasi clandestine; inizialmente in due (con Gian Lorenzo Masedu) e poi sempre più numerosi, con l’aiuto di molti amici (che oltre a lavorare gratis hanno anche fornito i mezzi tecnici) e con i colleghi e allievi della Scuola Nazionale di Cinema, dove ho lavorato per più di un anno. Dopodichè la lunga odissea per trovare un montatore che avesse il coraggio di mettere mano alle quasi 10 ore di girato. L’audace si chiama Luca Manes, con il quale ho lavorato molto bene. Paradossalmente la dote economica più grande del film è quella della distribuzione, a cura di Artifictio, una collaborazione nata lo scorso anno quando in occasione del Pescara Corto Script ottenni la menzione speciale con una sceneggiatura dal titolo "Il barbiere". Con questo premio, consistente di 1000 euro, oltre alla distribuzione, Artifictio ha provveduto a sottotitolare il film in inglese. Forse proprio grazie a quest’opera di "internazionalizzazione" dell’opera, il film (notizia giuntami da poche ore) è stato selezionato al Santa Barbara Film Festival negli Stati Uniti.

Come è nato il passaggio da critico, organizzatore di festival a regista?
Il passaggio in realtà non è mai nato. Ovvero continuo ad essere (nel tempo libero) sceneggiatore, critico free lance e organizzatore di festival, infatti, dopo 5 anni d collaborazione con il Festival del Cortometraggio di Siena, ora mi trovo a Barcellona a curare la retrospettiva italiana del Festival inCurt. Continuo a fare tutte queste attività spinto prioritariamente dalla passione. La regia è per ora più un gioco, che, però, come tutti i giochi, tento di fare molto seriamente. Con il lavoro invece cerco di essere leggero, di non prendermi troppo sul serio, che è anche l’unico modo per continuare a fantasticare e pensare a nuovi progetti.

Stai lavorando a qualche altro progetto?
Ne ho molti! Tra i tanti, un soggetto per un film scritto da un amico appena tornato dalla Colombia, che vorrei girare proprio qui in Spagna, e un corto, "Il barbiere" sopra menzionato, che avrei voluto girare lo scorso settembre, ma che ancora cerca un produttore. Piccola parentesi: ma esistono i produttori in Italia? Io ancora non ne ho visto mezzo! Questa confusione nel mondo del corto, anzi questa assenza, mette i registi in condizioni ridicole. Si spende più tempo a cercare i soldi e i mezzi che non nell’ideazione e creazione di un’opera. "Gesù di Capocotta" nasce per scommessa, per dimostrare a se stessi che si può realizzare un film (a basso costo) anche senza una vera produzione. Questo si può definire il caso di un autore testardo ed egocentrico (come io sono). Ma quanti sono quelli che rinunciano prima di aver iniziato? In Italia purtroppo fanno film solo i "figli di papà", se non cambia il sistema non credo che i pochi casi di film di successo possano prefigurare la nascita di un nuovo cinema e di nuovi autori.

Altre notizie sul sito Carmosino.com

giovedì 2 agosto 2007

THE MAN BEHIND THE MOTION Makes Innovative Marketing Tool for Xbox Game

A seven-minute film has won widespread comic kudos for its co-creators, including a Microsoft Game Studios writer.

REDMOND, Wash., Aug. 18, 2003 — "The Man Behind the Motion" is a seven-minute film about a motion-capture artist searching for motivation. But it's also the story of an innovative marketing plan for the Xbox game "Midtown Madness 3," how two college film students reunited to make the film, and the accolades and awards it has received.

The satiric film -- the brainchild of Microsoft Game Studios writer Fred Northup -- has helped turn on a mainstream audience to video games by sweeping the Judges' and Audience Choice awards during this year's First Sundays Comedy Film Festival in New York City.

In "The Man Behind the Motion," Michael White, played by Pacific Northwest actor Michael White -- all the actors used their real names -- is the best motion-capture artist in the business. Motion capture is a technique in which the movements of actors are filmed. The movements are then digitally converted to give video-game characters realistic graphical movements.

White's director, Randy Dixon, finds that White's high-maintenance style is causing Dixon to question why he's in the business. Enter White's agent, Troy Mink, to defend his client: "Did you see him in 'Project Gotham Racing' as a driver? It was emotional, man."

"Michael White has dedicated his life to motion capture," says Northup, content writer with Microsoft Game Studios and writer and producer of the short." And in this film, we follow his journey to capture the perfect dive for 'Midtown Madness 3's' diving pedestrians. "

Of course, it's a "mockumentary" -- documentary plus "mock," a genre of films that includes "Best in Show" and "This Is Spinal Tap." Motion capture wasn't used in making "Midtown Madness 3," where computer animation is used to portray pedestrians dodging speeding cars, but it's often used in the making of video games. Xbox routinely hires professional athletes to provide motion-capture acting for games such as "NBA Inside Drive." So Northup saw an opportunity to inject humor into a situation in which people dress in dark jump suits and wear reflective orbs.

The script flowed naturally for Northup, whose background includes producing fake commercials for NBC-TV's "Saturday Night Live." While on a business trip to New York, he met with Ryan McFaul, a friend and former classmate at New York University's film school.

"I just loved the idea," McFaul says. "I had never done anything like this and thought it sounded great. And Fred's an amazing talent with the skills to pull off a project like this."

As the director and the editor of the piece, McFaul wasn't the only one intrigued by the idea. Microsoft Games Studios approved the mockumentary, and Northup and McFaul soon went into production. They hired a local film crew and employed actors from Unexpected Productions, an improvisational theater group to which Northup belongs.

"The Man Behind the Motion" took only three days to film and a week to edit, yet the results have surpassed expectations.

"This video has created a lot of buzz around Midtown Madness 3," says Scott Lee, product manager for Microsoft Games. "Gamers love it because it pokes fun at them. And it works as a viral thing, where word of mouth through the Internet has given it exposure without advertising."

Indeed, from a marketing standpoint, the film has been a huge success, as e-mails praising it have arrived from all over the world, including rival video-game makers. For a madcap game with cars racing on sidewalks, the film reinforces the positioning of "Midtown Madness 3." And since the game went on sale in June, the mockumentary has enjoyed continued buzz. It shipped with the game and was included with the official Xbox Magazine, it's being hosted by dozens of game and film Web sites, 25,000 viewers have watched it on McFaul's Web site, and even more have watched it on Xbox.com.

At the First Sundays Comedy Film Festival in New York on June 1, " The Man Behind the Motion' won both the Judge's and Audience Choice awards.

"It's rare for a film to take both awards," Northup says. "And this was judged by people that really take comedy seriously."

Vedi il sito Microsoft

domenica 29 luglio 2007

1951



Se Hitler avesse vinto la 2° guerra mondiale? Un corto spagnolo ci mostra come sarebbe il 1951...

mercoledì 20 giugno 2007

CUTMAN



The Cutman, Harvell Jenkins (Ryan Sickler) and Corner Man, Teddy Loons (Tom Segura) are veteran partners in the boxing game. After 19 long years, the prized possession of a world champion still eludes them. But Harvell and Teddy have a new fighter, and tomorrow night Kenny "Spare-Tire" Sparrow (Greg Field) is gonna knock somebody out!

Join a mockumentary film crew that captures the bizarre corner methods and barbaric training style that Jenkins and Loons employ to prove they are among the greats in the world of boxing.

With the big fight only a night away, Jenkins and Loons spot the chiseled yet unassuming Maurice Jones (Mickey Briggs). The crafty veterans have their golden opportunity. In an Instant the Spare-Tire goes flat and Harvell and Teddy put all their chips on the "River"!

The first film written by Segura and Sickler, 'Cutman' puts you in the ring and delivers round by round laughs with its take on the boxing world and the people who live it. Cutman is a knockout!
"Pound for Pound the greatest boxing film since 'Black Stallion'."
- Eddie Pontain - Editor, Junk Magazine

"'Cutman' will do for boxing what other films have done for other sports."
- Noah Cote - Film Critic, First Reel Monthly, Dayton, OH