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giovedì 23 luglio 2009

Se fossimo arrivati solo ora sulla Luna?



Qualcuno si è divertito a costruire un immaginario video su cosa sarebbe successo se l'uomo fosse sbarcato sulla Luna oggi e non come (pare) accadde quaranta anni fa. Siamo di fronte a un discreto e ironico tentativo di falsificazione attraverso i mass media, che nuovamente si dimostrano estremamente manipolabili.

lunedì 3 marzo 2008

UCRONIA - Un mondo diverso dal reale

L'ucronìa (anche detta storia alternativa, allostoria o fantastoria) è una forma di narrativache tratta di un mondo la cui storia si è differenziata dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti degli eventi ipoteticamente possibili.

Il termine ucronìa deriva dal greco e significa letteralmente "nessun tempo" (da ou = non e chronos = tempo), per analogia con utopia che significa nessun luogo, e indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un preciso avvenimento storico fosse andato diversamente. Il termine è stato coniato dallo scrittore francese Charles Renouvier in un saggio apparso nel 1857. È ucronìa chiedersi, ad esempio, cosa sarebbe successo in Europa, se l'Impero romano fosse sopravvissuto fino ai nostri giorni, se l'Impero bizantino non avesse subito l'invasione islamica, se la Rivoluzione Francese non fosse scoppiata, se Napoleone avesse vinto a Waterloo, se l'andamento della Grande guerra fosse stato diverso, se Hitler avesse vinto la Seconda guerra mondiale o se Gorbaciov non avesse cambiato l'Unione Sovietica, o in America, se la Francia avesse vinto la Guerra dei Sette Anni, se l'Inghilterra fosse riuscita a reprimere i rivoltosi americani alla fine del Diciottesimo secolo o se i confederati avessero vinto la Guerra di secessione americana, o in Italia, se gli Ostrogoti fossero stati capaci di respingere i bizantini, se Cristoforo Colombo si fosse impossessato dell'America per conto della Repubblica di Genova, se la Repubblica di Venezia e la Repubblica di Genova fossero rimaste indipendenti all'indomani del Congresso di Vienna o se Benito Mussolini non fosse sceso in guerra a fianco di Hitler.

Non sono invece considerate ucronìe le storie scritte in un'epoca precedente a quella in cui sono ambientate, come ad esempio il romanzo 1984 di Orwell scritto nel 1948.
Il primo esempio di ucronia può essere considerato il brano dell' opera Ab Urbe condita dove Tito Livio contempla la possibilità che Alessandro Magno avesse sviluppato il regno macedone ad ovest anziché ad est.

Per la sua natura, l'ucronia è in genere assimilata al più vasto genere della fantascienza. Il genere dell'ucronia si può mescolare a quello dell'utopia o della distopia quando va a descrivere società ideali o, al contrario, indesiderabili. Talvolta anche i romanzi del filone steampunk, prevalentemente ambientati nel XIX secolo, possono sconfinare nell'ucronia. Tra i maggiori scrittori di ucronie ricordiamo Philip Dick (La svastica sul sole), Harry Turtledove (i cicli di Invasione e Colonizzazione), Robert Harris (Fatherland) e addirittura un improbabile Winston Churchill (Se Hitler avesse vinto la guerra), forse il più celebre scrittore ucronico. In Italia, dato che il fatto più controverso della storia recente è il fascismo, le opere ucroniche tendono a prendere spunto da esso e a cercare punti di divergenza dalla storia ufficiale: per esempio, cosa sarebbe successo se l'Italia di Mussolini non fosse entrata nella seconda guerra mondiale. Tra gli esempi di questo filone la trilogia Occidente di Mario Farneti, che racconta la storia di un'Italia fascista sopravvissuta alla seconda guerra mondiale (durante la quale era rimasta neutrale ed era stata sovvenzionata economicamente e militarmente dagli Stati Uniti) e che sconfisse l'URSS durante la terza guerra mondiale, diventando così, insieme agli USA, una superpotenza. Un altro cameo ucronico italiano è Garibaldi a Gettysburg, di Pierfrancesco Prosperi, che racconta cosa sarebbe successo se Garibaldi non avesse aiutato i nordisti durante la guerra civile americana (la differenza più importante è la scomparsa degli USA a favore dei CSA, mentre il Veneto sarebbe rimasto austriaco).

Numerose opere a fumetti, soprattutto i comic book americani, hanno sfruttato l'idea dell'ucronia e delle terre parallele in generale. La DC Comics ha creato una linea di fumetti chiamata Elseworlds in cui le storie sono ambientate su terre alternative del multiverso DC con protagonisti i supereroi editi della casa editrice (tra i più famosi ricordiamo Red Son con un Superman che viene allevato dai Sovietici e Kingdom Come dove i classici eroi DC, ormai vecchi e stanchi, devono riunirsi per combattere una nuova generazione di super esseri violenti e crudeli). La Marvel Comics ha a sua volta sfruttato il concetto di ucronia nei propri fumetti, in particolare con le saghe Age of Apocalypse e nella recente House of M. La serie mutante Exiles racconta le avventure di alcuni mutanti che viaggiano tra le dimensioni parallele e lo stesso universo Ultimate è di fatto un universo parallelo all'universo Marvel ufficiale (così come lo erano i defunti Marvel 2099 e New Universe). Tra gli esperimenti più bizzarri va ricordato l'Amalgam Comics in cui i personaggi della DC e della Marvel si fondevano insieme creando incroci improbabili come Spider-Boy (Superboy + Spiderman) o Iron Lantern (Iron Man + Green Lantern). Per quanto riguarda il fumetto italiano, l'albo 240 di Dylan Dog (che tra l'altro porta al ritorno tra gli autori della serie Tiziano Sclavi) è intitolato, per l'appunto, proprio Ucronìa. Da segnalarsi anche V for Vendetta, scritto da Alan Moore e David Lloyd, dove l'Inghilterra è sottoposta ad un governo fascista (anche se questo può essere visto come un esempio di distopia). Tra le pubblicazioni italiane è rappresentativa la recente Gli Albi di Occidente, fumetti tratti dalla trilogia di romanzi ucronici Occidente di Mario Farneti.
Bibliografia
Charles Renouvier, Ucronia (Uchronie), 1876
Marcel Thiry, Scacco al tempo (Echec au temps), 1945
André Maurois, Si Louis XVI...
Antoine Blondin, Les enfants du bon Dieu, 1952
Winston Churchill, Se Hitler avesse vinto la guerra
Roger Callois, Ponzio Pilato (Ponce Pilate)
Philip Dick, La svastica sul sole (The Man in the High Castle), 1962
William Gibson, Bruce Sterling, La macchina della realtà (The Difference Engine), 1991
Robert Harris, Fatherland
Harry Turtledove, ciclo dell'Invasione e ciclo della Colonizzazione
Sophia McDougall, trilogia di Romanitas
Kim Stanley Robinson, Gli anni del riso e del sale
Narrativa in italiano
AA.VV., Se l'Italia - Manuale di storia alternativa da Romolo a Berlusconi, Vallecchi, 2005
Mario Farneti, trilogia di Occidente
Luca Masali, I biplani di D'annunzio
Carlo Menzinger, Il Colombo divergente, Genova, Edizioni Liberodiscrivere, 2001
Massimo Mongai, Il fascio sulle stelle
Guido Morselli, Contro-passato prossimo, Milano, 1975
Pierfrancesco Prosperi, Garibaldi a Gettysburgh, ed. Nord, 1993
Giampietro Stocco,Nero italiano e Dea del caos
Francesco Dessolis, "Ingannare il tempo" Ed. AER Club - Il Melograno

giovedì 29 novembre 2007

A DAY WITHOUT MEXICANS di Sergio Arau

Cosa succederebbe se un giorno la ricca California si svegliasse e si rendesse conto che tutti i messicani sono spariti? Per qualcuno potrebbe essere un sogno, ma presto si renderebbero conto che molti lavori, che nessun americano vorrebbe fare, sarebbero completamente senza mano d'opera.

Ecco il sito ufficiale, il trailer on line!
E un commento dal blog di Albatros:
Ho visto questo documentario giusto sabato, a casa, grazie alla videoteca digitale in dotazione con l’abbonamento alla tv via cavo.
Immaginate un giorno che tutte le persone di un’etnia diversa dalla vostra o diversa dalle etnie "approvate" spariscano. Un giorno solo. Quelle persone di cui tutti si lamentano (sono ladri, vengono a prendersi il nostro lavoro), un giorno spariscono come misteriosamente inghiottiti da una nebbia che circonda l’Italia.
Solo che nel documentario la terra e’ la California, e l’etnia di cui tutti si lamentano (sono ladri, rubano, portano droga, violenza, e ci rubano il lavoro) e’ quella messicana. Il documentario, molto intelligentemente, fa notare che nella parola messicano sono racchiuse tutte le popolazioni di lingua spagnola. Un po’ come se hai gli occhi a mandorla sei cinese (e non coreano, giapponese eccetera).
Una strana nebbia circonda la California, isolandola da tutti i contatti con gli altri stati americani. E tutti i "messicani" quel giorno spariscono nel nulla. Spariscono quelli che sono li’ legalmente, e colo che sono li’ illegalmente. Non c’e’ differenza. Spariscono giornalisti famosi, attori famosi, ma anche persone che si guadagnano da vivere raccogliendo pomodori. Ovviamente quel giorno nessuno raccogliera’ pomodori, nessuno pulira’ le strade, nessuno lavera’ i piatti nei ristoranti. E i proprietari delle compagnie non si mettono a fare il lavoro che questi "messicani" sono venuti a rubare.
Solo una persona rimane immune da questa misteriosa sparizione. Uno scienziato vuole capire quale sia il fattore "L" (il fattore "latino"), e l’unica persona messicana rimasta in circolazione (o come la chiamano loro, l’anello mancante) viene mandata, con una telecamera accesa 24 ore su 24, a fare dei test per scoprire cos’e’. La protagonista viene subito considerata una santa, una mistica, e gruppi di persone le mandano biglietti augurali, le fanno serenate alla finestra, indossando sombrero e cantando canzoni in spagnolo. Tutti cominciano a sentire la mancanza dei "messicani", e vogliono che lei, la protagonista, li riporti a casa.


Il motivo per cui la protagonista non sparisce e’ semplice: in diretta tv le viene detto che in realta’ e’ armena, che e’ stata adottata da una famiglia messicana. Lei, in lacrime, dichiara di sentirsi messicana nel cuore, perche’ quella e’ la sua vera famiglia e, come per mistero, anche lei viene risucchiata nella nebbia.
Per poi ricomparire, insieme a tutti i "messicani" in california, 24 ore dopo. I "messicani" non ricordano quanto accaduto. La vita riprende dal momento in cui era interrotta. La nebbia scompare.
Il documentario mi ha fatto pensare a tutti gli stereotipi che ogni nazione ha nei confronti del "diverso". Mi ha fatto pensare a come molte cose si danno per scontate, a come molte persone che vengono dall’altra parte del confine spesso non vengono per rubare, essere molesti, o portare violenza e droga.
E poi, una piacevole sopresa, penso, per Sara Sidle, uno degli attori inghiottiti nella nebia era Eduardo Palomo. Probabilmente questo era il suo ultimo progetto.

Sul suo sito Antonio Genna presenta la versione tradotta in italiano che probabilmente uscirà in DVD.
A day without a Mexican
di Sergio Arau
con Caroline Aaron, Tony Abatemarco e Melinda Allen
USA/MESSICO/SPAGNA
2004

domenica 29 luglio 2007

1951



Se Hitler avesse vinto la 2° guerra mondiale? Un corto spagnolo ci mostra come sarebbe il 1951...

mercoledì 9 maggio 2007

EPIC 2014 di Robin Sloan



Epic 2014 is the original flash online movie made by Robin Sloan for the Museum of Media History.

Set in 2014 it charts the history of the Internet, the evolving mediascape and the way news and newspapers were affected by the growth in online news.

It coined the word "Googlezon" from a future merger of Google and Amazon to form the Google grid, and speaks of news wars with the Times becoming a print only paper for the elite culminating in EPIC Evolving Personalised Information Construct

As a flash animation, this film is extraordinary, not just for it's use of technology but for it's fantastic perception looking forward.

Epic 2015 is a new updated vision of the future set in 2015.