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martedì 30 ottobre 2012

ARGO e i falsi film nei film


La storia di un'improbabile missione compiuta nel '79 dalla CIA e dal governo canadese per contrastare l'occupazione dell'ambasciata americana da parte di un gruppo di rivoluzionari iraniani. Il piano infatti, fu quello di portare in salvo sei importanti diplomatici statunitensi che dovettero fingersi attori di un fantomatico film chiamato "Argo". (da movieplayer). 

Vedrò questa sera in anteprima il nuovo film di Ben Affleck che racconta la surreale vicenda (a quanto pare vera) legato alla finta realizzazione di un film. Ma quante volte abbiamo visto al cinema la costruzione di un falso film? Mi spiego meglio, non parlo del metacinema di Effetto notte, ma della rappresentazione di una falsificazione cinematografica? 

Il primo esempio che mi viene in mente è quello di Sesso e Potere (Wag the Dog) di Barry Levinson.


Una declinazione televisiva di questa falsificazione è La seconda guerra civile americana (The second civil war) di Joe Dante


Frank Oz invece racconta un folle set cinematografico con una star inconsapevole nell'esilarante Bowfinger, un set finto per un film vero? 

Be Kind Rewind di Michel Gondry invece racconta una storia surreale di film "maroccati£ ma con uno splendido finto documentario che chiude il sogno cinematografico amatoriale di Jack Black.



In anticipo sul bellissimo Operazione Luna di William Karel, il film Capricorn One di Peter Hyams cavalcava le teorie complottistiche sulla corsa allo spazio americana, ribaltandola sulla conquista del pianeta Marte che sarebbe avvenuto solo all'interno di uno studio televisivo. 


Ne conoscete altri? Scrivetemeli nei commenti!

venerdì 19 ottobre 2012

FRAKTUS - L'epopea della techno berlinese



Arriva dalla Germania la segnalazione di un nuovo rock-mockumentary che promette uno sguardo decisamente nuovo e divertente sul genere musicale più in voga nella capitale tedesca. Il film è uscito nelle sale della Germania dall'inizio di novembre. Scopriamo notizie a proposito su un blog berlinese, scritto da uno dei tanti italiani espatriati nella città "del Muro". Ecco cosa racconta.

Fraktus – Das letzte Kapitel der Musikgeschichte è un mockumentary tutto da ridere che rivede la storia della techno portando alla ribalta una band tedesca – i Fraktus del titolo – a cui secondo più fonti autorevoli andrebbe attribuito il merito di essere il precursore del genere musicale che regna a Berlino. Girato da Lars Jessen, il documentario sul trio electropop che sul finire degli anni ’70 rivoluzionò col suo stile la scena musicale è un tentativo di rimettere insieme i matti e diversi tra loro membri della band per un bizzarro quanto interessante comeback. E’ questa l’ardua intenzione del manager musicale Roger Dettner che si mette in viaggio alla ricerca di Dirk “Dickie” Schubert, Torsten Bage e Bernd Wand, interpretati rispettivamente dai geniali Rocko Schamoni, Heinz Strunk, Jaques Palminger dello Studio Braun, per convincerli a calcare ancora una volta il palco insieme. La conflittualità è stata sempre all’ordine del giorno fra i tre – e nel documentario l’attrito emerge continuamente e in modo del tutto ilare – per via delle loro diverse personalità: mentre Dickie pensava alla fama, Bernd si concentrava sulla ricerca di nuovi suoni e Torsten si preoccupava soprattutto dei risvolti commerciali. I Fraktus non hanno mai raggiunto il successo commerciale: nel 1983 riescono a scalare la classifica tedesca con la canzone “Affe sucht Liebe” e nello stesso anno la loro carriera si conclude quando durante il concerto al Turbine di Amburgo un incendio distrugge il loro essenziale equipaggiamento strumentale, rigorosamente artigianale. 

Sebbene abbiano avuto vita breve e il loro nome sia finito presto nel dimenticatoio, molti tra dj, produttori e musicisti attribuiscono ai Fraktus – e non a gruppi più famosi come i Kraftwerk, gli Yello, i New Order – lo status di precursori dell’elettronica. Da H.P. Baxxter (Scooter) a Westbam, da Stephan Remmler (Trio) a Blixa Bargeld (Einsturzende Neubauten), in molti sono gli artisti a essere stati coinvolti nel documentario per lasciare la loro testimonianza sui Fraktus, e ognuno di loro ha ammesso di dover molto allo squinternato trio in termini di influenze e ispirazioni. Quando Dettner riesce a incontrare i tre membri dei Fraktus, per noi il divertimento ha inizio: Dickie – colui che si definisce il fulcro dei Fraktus – lavora nell’internet café “Surf’n'Schlurf” sperando di fare musica con tutti i musicisti del mondo grazie alla rete, Bernd è impegnato nell’ottica di famiglia sperimentando nuovi suoni insieme ai suoi genitori e Torsten vive a Ibiza tentando senza successo la strada del produttore. Ovviamente quando Dettner propone loro una reunion nessuno dei tre accoglie con entusiasmo l’idea, anche perché sono passati ormai secoli dall’ultima esibizione e nel corso degli anni si sono volontariamente persi di vista. In qualche modo, però, riesce a convincerli e insieme cercano una via per ritornare sul palcoscenico. 

Nella loro stravaganza e follia, decidono di fare le cose in grande e di partecipare ad un live show della portata del Melt! Festival – vicino Berlino – ottenendo la disapprovazione della folla pronta a lanciare di tutto sul palco pur di farli smettere. Per conquistare un pubblico più giovane i Fraktus hanno bisogno di un restyling, pertanto il loro manager li porta in studio per ritoccare la loro musica e ottenerne una versione House, soluzione che finisce per trasformarsi in una catastrofe. Sull’orlo della crisi, i tre sono consapevoli di avere solo un’ultima chance per ritornare alla vecchia gloria e architettano un piano estremo per provarci. Ce la faranno i Fraktus a risplendere ancora o il loro ritorno sarà solo un flop? Fraktus – Das letzte Kapitel der Musikgeschichte è un’esperienza altamente consigliata sia perché è un’iniezione di divertimento puro sia perché con le sue clip musicali ci racconta un pezzo di storia della musica che vale la pena rispolverare. 

mercoledì 1 agosto 2012

WROCLAV, il festival dedica una retrospettiva al mockumentary

Il festival polacco di Wroclav ha dedicato un'intera retrospettiva storica al genere del "mockumentary". Dal nostro punto di vista non possiamo che pensare "finalmente!", visto che le kermesse italiane hanno dimostrato poco interesse all'argomento, nonostante un nostro (vano) tentativo in tempi non sospetti, ma non siamo qui a fare polemiche...

In mezzo a tanti titoli "noti" (qui il programma della retrospettiva), qualche perla poco conosciuta come il film Symbiopsychotaxiplasm: Take One di William Greaves, l'olandese Forbidden Quest di Peter Delpeu e il norvegese Get Ready to Be Boyzvoiced di Espen Eckbo e Henrik Elvestad. 

Ecco i loro trailer!











lunedì 5 marzo 2012

Milano: la Cineteca Italiana celebra il mockumentary

La Cineteca Italiana, nella sede di Spazio Oberdan di Milano dedica una piccola retrospettiva al mockumentary tra il 14 e il 18 marzo in occasione dell'anteprima del documentario Le vere false teste di Modigliani, un lavoro che ripercorre la beffa delle false teste di Modigliani, una vicenda che è ancora molto presente nella memoria collettiva degli Italiani. Una storia "ricostruita" dal regista Giovanni Donfrancesco.

 

Per l'occasione la cineteca presenterà alcuni film, ben noti su questo blog, come leggimo sul sito: Presentiamo una rassegna che non solo dimostra come sia possibile documentare vicende di finzione, ma anche come, a volte, ciò possa essere fatto in modo estremamente credibile. Proponiamo, infatti, una selezione di quei film, noti come mockumentary, che, pur avendo l’aspetto di documentari, raccontano storie immaginarie, frutto della fantasia di uno sceneggiatore. Posizionandosi in una sorta di terra di confine tra realtà e finzione, questi film non vogliono ingannare lo spettatore, facendogli credere reale ciò che non lo è, bensì intendono mostrargli con quanta facilità sia possibile prendersi gioco di lui. Proprio per questo motivo anche nei mockumentary più credibili sono disseminati indizi della loro natura fittizia, per quanto difficili da individuare. A realizzare questo tipo di pellicole sono stati sia grandi autori del calibro di Woody Allen e Peter Watkins sia registi indipendenti o giovani alla prima esperienza cinematografica. Inoltre, le vicende “documentate” sono le più disparate e possono essere sia a carattere comico che drammatico. Per restituire le molte sfaccettature del mockumentary vi proponiamo nove titoli tra cui sono presenti sia opere più note, quali il mediometraggio premio Oscar The War Game di Peter Watkins, Zelig di Woody Allen o Death of a President di Gabriel Range, sia film mai usciti nelle sale cinematografiche italiane. Tra questi segnaliamo This Is Spinal Tap, un film divenuto un cult negli Stati Uniti, nel quale realtà e finzione si sono ulteriormente mescolati, dal momento che la band immaginaria, protagonista della pellicola, ha poi finito per realizzare veramente dei dischi e delle tournée. Altro film di particolare valore è Incident at Loch Ness in cui è possibile vedere un inedito Werner Herzog nei panni di attore. Curioso è poi il mediometraggio R2-D2: Beneath the Dome che documenta l’immaginaria carriera artistica del robot R2-D2, protagonista di Star Wars, tratteggiandone gli alti e bassi.

   

Non mancano, però, nemmeno titoli italiani quali È morto Cattelan! Evviva Cattelan! in cui la falsa morte del celebre artista contemporaneo diventa lo spunto per ricostruirne la vera carriera attraverso le testimonianze di coloro che lo hanno conosciuto. Particolare attenzione merita infine una produzione italo-argentina dal titolo Il mundial dimenticato, precedentemente proiettata solo nella sezione Spazio Aperto dei Venice Days viene ora proposta al pubblico milanese in anteprima.

Qui il programma della manifestazione.

 

martedì 11 gennaio 2011

PROM - il teen/mock firmato Disney



La Disney gioca la carta mockumentary per cercare di bissare il successo di pellicole da teenager come High School Musical. In Prom il tema principale è quello del ballo di fine anno, raccontato attraverso le "confessioni" di alcuni studenti di un liceo americano.

Il ballo di fine anno negli Usa è una vera istituzione e il (finto) documentario segue la preparazione di alcune coppie in vista del grande evento che qualcuno definisce come le Olimpiadi delle scuole superiori. Il protagonista del film, nel trailer, dice infatti "al prom ti preparai per quattro anni, poi quella sera tre persone si divertono e gli altri devono convivere con i loro sogni infranti".

martedì 12 ottobre 2010

CON LE RUOTE PER TERRA di Andrea Boretti e Carlo Prevosti



Questa volta non si tratta di un falso, anzi il tema di questo documentario è "vero" in tutti i sensi. Con le ruote per terra, firmato da Andrea Boretti e Carlo Prevosti, è un ritratto della Nazionale Under 22 di Basket in carrozzina, seguita nelle fasi di preparazione del campionato europeo che si è tenuto a Seveso in Luglio.

Il film sarà proiettato in anteprima mondiale il sabato 30 ottobre, alle ore 16, nel concorso del festival Sport Movies & TV, presso il Palazzo Giureconsulti in Piazza dei Mercanti 2 a Milano. L'ingresso è libero, vogliamo la sala strapiena!

giovedì 26 agosto 2010

The Last Exorcism, il mock torna all'horror



Il falso documentario ha una lunga storia legata al mondo dell'horror, come abbiamo già avuto modo di sottolineare simulare la realtà permette una maggior adesione del pubblico alla storia e la sensazione che quello che si vede proiettato al cinema sia realmente accaduto permette di accrescere la tensione a livello esponenziale (ovviamente al costo di mettere in gioco la propria credulità).

Quello che sorprende per The Last Exorcism, in uscita negli Usa in questi giorni, è la calorosa accoglienza riservata a questa pellicola dalla critica americana. Come leggiamo su Cineblog il film è stato definito "Sorprendente, terrorizzante, pauroso". Realizzato in stile low budget grazie alla produzione di Eli Roth, il film è diretto da Daniel Stamm, e nel cast ci sono Patrick Fabian, Ashley Bell, Jamie Alyson Caudle, Iris Bahr, Louis Herthum, Tony Bentley e Shanna Forrestall.

La storia è quella di un prete esorcista, tale Cotton Marcus, abituato ad esorcismi fittizi, figli del fanatismo religioso e di turbe psichiche che si trova però a dover esorcizzare una vera posseduta (davanti a una troupe di documentaristi) una vera "posseduta". The Last Exorcism uscirà in Italia grazie a Eagle Pictures.

martedì 3 agosto 2010

Catfish, il misterioso film sui social network



E' finalmente disponibile in rete il trailer di Catfish, uno tra i film più interessanti visti allo scorso Sundance Film Festival. Il sottotitolo recita così: "don't let anyone tell you what it is" e c'è una buona ragione per questo suggerimento. Possiamo solo dire che l'argomento centrale è legato al famigerato mondo dei Social Network.

Catfish sarà distribuito negli Usa a partire da Settembre 2010, speriamo di poterlo vedere (in qualche modo) anche dalle nostre parti!

mercoledì 11 novembre 2009

THE FLYING SCISSORS: A Mockumentary

The Flying Scissors è un documentario sul mondo delle competizioni del vecchio gioco della Morra cinese, anche conosciuto come "sasso, carta e forbice". Per dirla meglio è un film che sembra un documentario, un mockumentary, che sviscera in ogni suo dettaglio una curiosa e combattiva disciplina "sportiva" che in realtà non esiste.

Un film che documenta i retroscena di un mondo poco conosciuto, i duri allenamenti quotidiani a cui si sottopongono i più grandi atleti di questa disciplina, le tensioni e le paure che devono affrontare prima delle più importanti competizioni di questo sport poco "ortodosso". Tutto ovviamente falso ma assolutamente divertente nella sua parodia del documentario sportivo.

The Flying Scissors è il film d'esordio del regista Jonah Tulis, nel cast ci sono Mason Pettit, Devin Ratray, Todd Susman, Matthew Arkin, Mike Britt, Keong Sim, Jeremy Redleaf.

Clicca qui per il trailer. 

giovedì 27 agosto 2009

REC 2 sarà presentato al Festival di Venezia 2009

Il Festival di Venezia negli ultimi anni è stato molto generoso dal punto di vista dei film che hanno attirato la nostra attenzione. Da Pervje na lune a Redacted, i film che hanno messo in crisi i confini tra realtà e finzione sono stati parecchi e interessanti. Non poteva così mancare un passaggio in laguna per il seguito di un altro titolo che era già stato presentato al Lido, stiamo ovviamente parlando di REC di Jaume Balagueró e Paco Plaza.

Per ora del film si sa solo che sarà ambientato 15 minuti dopo la fine del primo episodio, quando i militari intervengono nell'edificio contaminato.

Sito ufficiale.

martedì 5 maggio 2009

District 9 - Il corto da cui è nato il film



Dopo aver visto il trailer del film District 9, uno dei film di fantascienza che maggiormente incuriosicono fra le uscite cinematografiche dei prossimi mesi, ecco un'altra perla. Alive in Joberg, lo potete vedere qui sopra, è il cortometraggio firmato da Blomkamp che ha dato vita al progetto D-9. Il film, prodotto da Peter Jackson è realizzato dal regista sud americano Neill Blomkamp, alla sua prima esperienza cinematografica ma già futuro regista di Halo.

DISTRICT 9 - Il nuovo progetto di Peter Jackson

Che cosa è District 9? In un mondo fittizio in cui sulla terra sono sbarcati esseri provenienti da altri pianeti, gli extraterrestri stati messi al bando e vengono trattati più o meno come oggi accade per gli extracomunitari clandestini. Il luogo dove possono rifugiarsi è in Sud Africa. Un documentario (un mockumentary per essere più precisi) racconta quello che sta accadendo.

C'è lo zampino di Peter Jackson, già autore del meraviglioso Forgotten Silver, in questo curioso finto-documentario fantascientifico firmato dal regista sudafricano Neill Blomkamp. Già la scorsa estate vi abbiamo mostrato la prima, misteriosa, locandina (quella che vedete qui sopra) e da allora una campagna di viral marketing ha invaso la rete, anche se curiosamente in Italia non si è sentita (come invece era accaduto per Cloverfield di J.J. Abrams. Meglio recuperare un po' di tempo perso visitando D-9.com, il sito ufficiale del film e gustando il trailer qui sotto!


martedì 10 febbraio 2009

Rassegna - I DISPERSI - Incident at Loch Ness



Questa sera, nell'ambito della seconda rassegna I Dispersi, sarà proiettato il film di Zak Penn Incident at Loch Ness.

Appuntamento alle ore 21.30 presso l'associazione culturale La Scheggia, Via Dolomiti 11, Milano (metropolitana Turro). In collaborazione con Hideout e Itasa.

venerdì 23 gennaio 2009

DOC - I candidati agli Oscar per Best documentary feature

Sono finalmente state pubblicate le liste delle candidature ai premi Oscar. Tutti ne parlano ma il premio per Miglior Documentario passa quasi sempre in secondo piano. Invece qui è l'unica che ci interessa. Vediamo chi sono i candidati e vediamo i trailer dei film.

The Betrayal (Nerakhoon) (Cinema Guild)
A Pandinlao Films Production Ellen Kuras and Thavisouk Phrasavath


Encounters at the End of the World (THINKFilm and Image Entertainment)
A Creative Differences Production Werner Herzog and Henry Kaiser


The Garden
A Black Valley Films Production Scott Hamilton Kennedy


Man on Wire (Magnolia Pictures)
A Wall to Wall Production James Marsh and Simon Chinn


Trouble the Water (Zeitgeist Films)
An Elsewhere Films Production Tia Lessin and Carl Deal

venerdì 5 dicembre 2008

Anteprima di QUARANTINE al NOIR IN FEST di Courmayeur

Sarà presentato nella notte di Sabato 6 dicembre al Courmayeur Noir In Festival l'atteso remake americano del film [rec] di Jaume Balaguerò.

Già nello scorso anno il festival del Noir aveva puntato l'attenzione sul mondo dei falsi documentari presentanto lo splendido
Diary of dead di George A. Romero, ancoraa inedito per l'Italia.

Il festival diretto da Giorgio Gosetti, da sempre indirizzato sul mondo del noir, compie 18 anni e per la maggiore età si regala una nuova sede, il PalaNoir del Comune di Courmayeur. Tra il 4 e il 10 di dicembre oltre 40 film da tutto il mondo animeranno le due sale, senza dimenticare i numerosi incontri e conferenze che avranno come comuni denominatori tutte le caratteristiche del noir.

Tra i film in concorso, grande attesa per l’ultimo lavoro di Roger Donaldson che porta al Courmayeur il suo
The Bank Job, storia di una spettacolare rapina che nel 1971 lasciò Londra a bocca aperta. Grande curiosità per lo sguardo inedito sull’omicidio di JF Kennedy offerto dal canadese The American Trap, mentre in anteprima il nuovo e controverso film sul caso Moro di Aurelio Grimaldi, Se sarà luce sarà bellissimo. Un’omaggio divertente al mondo delle spy stories avrà come protagonisti gli 007 all'italiana, con ospite d'onore Neil Connery, il vero fratello dell'agente segreto più famoso del mondo. Occhi puntati infine sul curioso film My name is Bruce, diretto e interpretato dall’attore feticcio del grande Sam Raimi, Bruce Campbell (La Casa, L’armata delle tenebre, Darkman), alle prese con un’invasione di mostri sulla terra. Tra gli altri ospiti Elio Germano, Filippo Timi e Gabriele Salvatores (a Courmayeur il 7 dicembre con la serata speciale "Ancora sulla cattiva strada" ispirata a Come dio comanda), e poi Carlo Lucarelli, Dario Argento, Paolo Briguglia, Martina Gedek, Tom Rob Smith, Sarah Bolton, Patrick Fogli, Marco Pagot e tanti altri nel segno del Noir.


martedì 2 dicembre 2008

RAIN OF MADNESS - Il falso backstage di Tropic Thunder

L'ultimo, folle, blockbuster targato Ben Stiller e Jack Black, Tropic Thunder, è una parodia dei grandi film sul Viet-nam, in particolare del capolavori di Francis Ford Coppola, Apocalypse Now.

Uno strepitoso documentario racconta il backstage del film di Coppola, Viaggio all'inferno realizzato da George Hickenlooper e Fax Bahr

Per il lancio di Tropic Thunder ecco realizzata un'operazione analoga, ma in chiave parodica con un esilarante mockumentary dal titolo Rain of Madness.

JCVD - Un falso documentario su Jean Claude Van Damme?



Scopro da una notizia Adnkronos alcune succose novità sul prossimo film di quel ballerino delle arti marziali che è Jean Claude Van Damme:

Jean Claude Van Damme come non l'avete mai visto. L'eroe del cinema di 'serie Z' - quello tutto muscoli, karate e insana violenza - è l'uomo fragile di una vita incasinata: 6 matrimoni, 3 processi, due condanne e una dipendenza più forte di quella dalle arti marziali, la cocaina. A questa cospicua dose di sfortuna, il regista parigino Mabrouk El Mechri - nell'incredibile mockumentary presentato ieri al Festival di Romanella sezione Altro Cinema - aggiunge anche un sequestro all'interno di un ufficio postale, dove l'attore viene preso in ostaggio da tre banditi sciroccati, mentre la polizia belga è convinta che il colpevole sia proprio lui.

Spiazzante come pochi, "JCVD" (il titolo è l'acronimo del nome d'arte dell'attore) è uno di quei film destinati a dividere la critica. Geniale nelle intenzioni, azzardato nella costruzione, complesso nei suoi risvolti, intrinsecamente sospetto. Talmente diretto e sincero da sembrare fasullo. Ma il punto di forza dell'operazione è proprio questo: decuplicare i livelli in cui finzione e reale si confondono, fino a non distinguersi più. L'uomo è il personaggio, la sua vita il film, e viceversa.

Nel lavoro di Mabrouk El Mechri, che mescola abilmente cultura bassa ed alta, Van Damme non si nasconde: si espone in tutte le sue debolezze e si riabilita perché, con incredibile ironia (verso di sé e verso il suo mondo), riesce finalmente ad essere un attore proprio quando si limita a fare se stesso. Ma il dubbio rimane: capolavoro o operazione 'furba'?

Il trailer pare molto curioso, ma il dubbio è che il film non sia realmente sviluppato come un falso documentario. Potrebbe ricordare il film di Alan Smithee: Burn Hollywood Burn, di cui non abbiamo ancora scritto, lacuna che presto sarà colmata!

venerdì 11 luglio 2008

BEHIND THE MASK - THE RISE OF LESLIE VERNON di Scott Glosserman



Riporto integralmente la recensione apparsa su CinemaHorror.it


Glen Echo è la classica piccola cittadina statunitense che ha però qualcosa che la rende peculiare: anni fa, una folla inferocita scagliò un bambino reputato malvagio giù da una cascata. Ora quel bambino, sopravvissuto in qualche modo, è cresciuto ed è tornato a vivere nelle vicinanze, pronto a reclamare una spietata vendetta contro i cittadini di Glen Echo.Una troupe cinematografica specializzata in documentari su famosi killer si mette in contatto con Leslie Vernon e lo segue durante i preparativi del suo "debutto", allestendo un documentario sulla genesi dei killer. Arriva la sera fatale, tutto è pronto ma i membri della troupe…


Behind the mask è il film che l’intera comunità horror attendeva da almeno un quarto di secolo, una pellicola necessaria, in grado di mischiare riflessioni sul genere a puro divertimento a momenti di tensione rimanendo in qualche modo sempre in stupendo e spiazzante equilibrio, senza una singola caduta di tono. I riferimenti primari su cui poggia la sceneggiatura di Scott Glosserman e David Stieve sono evidenti, da il basilare Il cameraman e l’assassino a Scream, passando per Blair witch project, ma regista e scrittore riescono a compiere il rarissimo miracolo di mischiare sia i livelli narrativi che i contenuti in modo da destabilizzare di continuo lo spettatore in un gioco a incastri su quel che è reale e quel che dovrebbe essere finzione cinematografica.

Behind the mask parte come un documentario (o meglio, un mockumentary) ma già dai primissimi minuti iniziano i “problemi”: la forma è quella tipica dei documentari ma la giornalista percorre allegramente i paraggi di Crystal Lake e le vie di Haddonfield ricordando le gesta criminose che hanno terrorizzato le rispettive comunità come se fossero veramente accadute.Quando poi si transita per “Elm Street” e vediamo un Kane Hodder reagire con fastidio alle domande e rientrare in casa (con tanto di numero civico) capiamo chiaramente di trovarci di fronte a qualcosa di strano.Enter Leslie Vernon, aspirante spree killer interpretato con i giusti ammiccamenti da parte di un ottimo Nathael Baesel (visto in alcuni episodi di Invasion) e ci si capisce ancor meno: la troupe ne accetta il ruolo senza tanto questionare (anche se potrebbe essere un impostore) e comincia a seguirne i preparativi ma lo stile camera-in-spalla alle volte passa brutalmente a quello filmico con tanto di fotografia e recitazione diverse, specie quando, dopo l’identificazione del target, arriva anche la classica nemesi del serial killer, lo psichiatra ossessionato da Leslie, interpretato dal divertito prezzemolino Robert Englund. Si continua quindi a entrare e uscire dai due regimi narrativi e contenutistici, con alcuni momenti assai validi quali la visita al vecchio amico di Leslie, un serial killer "in pensione", sposato all’unica vittima che è riuscita a scappargli: un allegro vecchietto che si lamenta dei vari Freddy e Jason dicendo che al suo tempo dovevi colpire bene la prima volta perché non c’erano sequel e che regala preziosi consigli su come tentare di sopravvivere se inseguiti da un novello Michael Myers (don’t hide, we’ll find you; don’t fight back, we will kill you; just run straight ‘till the break of dawn o qualcosa di molto simile).È in questa fase centrale, molto dialogata, che arrivano riflessioni sparse sulla natura e simbolismi presenti negli slasher.In questo caso si spazia dalle cose più ovvie (gli stereotipi delle varie vittime e la sequenza di massima delle uccisioni) a contenuti insieme più interessanti e divertenti (lo sgabuzzino come utero dal quale in seguito l’eroina rinasce, arrabbiata e vendicativa, il fatto che nessuno scappi mai dalle finestre del piano terra mentre si è sempre pronti a lanciarsi da quelle del secondo piano, ecc ecc), mentre il mockumentary procede verso gli ultimi 30 minuti che diventano film tout court in grado di capitalizzare cinicamente proprio sugli stereotipi elencati in precedenza (quello sull’eroina vergine porta alla migliore gag del film) senza però scadere in un tono esclusivamente comico e regalando anche qualche brivido assortito e alcune scene in grado di inquietare.Alla fortuna di uno script efficace e di un regista dalle idee chiare si accoppia quella di incappare in due attori quanto mai azzeccati per i ruoli: Nathael Baesel ha la tipica follia/malvagità sopra le righe e sinistra adatta al personaggio, con continui scoppi di ilarità, pazzia e senso di predestinazione mentre Angela Goethals (24 e CSI) regge ottimamente il ruolo, che è quasi sempre di confronto con Leslie, grazie a una bocca particolarmente espressiva e un certa caparbietà di fondo.Nella media i dati tecnici con menzione di merito per certo uso del sonoro e la fotografia di Jaron Presant che supporta con buona mano i passaggi da documentario a film e viceversa. Fenomenale la scelta della canzone (il cui titolo non rivelerò) dei titoli di coda.Il film ha raccolto premi e consensi in festival di rilievo come Sitges e Fant-Asia ma ha resistito solo una settimana nelle sale statunitensi, un circo troppo competitivo per pellicole indipendenti di questo tipo.Ne attendiamo distribuzione italiana, magari da accoppiare a quella di Going to pieces per una panoramica completa sul cinema slasher.



Interessante anche la recensione su Exxagon.
Sito ufficiale: Behindthemaskthemovie.com



lunedì 16 giugno 2008

WALTZ WITH BASHIR - L'animazione più vera del documentario



Waltz with Bashir di Ari Folman è un caso estremamente raro di film realizzato con tecniche di animazione che, non solo è stato pensato per un pubblico adulto, ma che racconta con cruda realtà le vicende che hanno caratterizzato il conflitto in Libano negli anni 80.

Un percorso a ritroso nella memoria rimossa di una strage orribilie di cui è un errore storico dare la colpa all'esercito israeliano. Il film è stato presentato con grande successo di critica al Festival di Cannes 2008.